IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Roberto Bernardelli un presidente vita natural durante per tutte le stagioni

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Comunicato odierno di Roberto Bernardelli: ( http://www.lindipendenza.com/lega-partito-egemone-della-sedia-occupata-o-vuota/ )

Premesso che un cittadino lombardo che crede nell’indipendenza della Lombardia non dovrebbe più credere nè ad un movimento denominato Lega Nord nè ad un personaggio come Roberto Bernardelli, detto questo, fa sorridere leggere un comunicato odierno dello stesso , dove si preoccupa delle sedie vuote al Teatro Manzoni durante il congresso provinciale brianzolo leghista, e non si pone il problema delle sedie vuote al Teatro San Carlino di Brescia, lo scorso  10 novembre 2012 durante la presentazione del candidato Sindaco Vittore Vantini per conto del suo movimento alla città di Brescia ( quando si faceva chiamare ancora Unione Padana),  candidatura poi ritirata dal duo Bernardelli-Arrighini per sancire appena in tempo utile l’accordo elettorale con la stessa Lega Nord, attraverso la candidatura indipendente del segretario provinciale di Unione Padana Fabio Toffa ( ex An) nelle liste della stessa da lui continuamente contestata Lega Nord, senza poi essere stato eletto in consiglio comunale a Brescia ( e da qui si nota quanto è radicato sul territorio il movimento del duo Bernardelli-Arrighini).

E visto che della Lega nord si parla già abbastanza e la sua fine sembra oramai segnata, oggi proviamo a proporvi la storia personale politica di Roberto Bernardelli e dintorni, per togliervi gli ultimi dubbi e ricordarvi che sono già ben trent’anni che suddetta persona prova a darsi una credibilità politica che stenta sempre a decollare:

Roberto Bernardelli, 64 anni, nato a Milano il 31 gennaio 1949,imprenditore del settore alberghiero,entra in politica all’inizio degli anni ottanta ( da ben 30 anni come Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini) con la Lega Autonomista Lombarda di Umberto Bossi, con cui è candidato alle elezioni politiche del 1983 sotto il simbolo della Lista per Trieste, senza essere eletto. Nel 1987 è tra i fondatori del Partito Pensionati ( a soli 38 anni e pensionati, proprio un binomio perfetto) con il quale diventa consigliere comunale a Treviglio -BG (1988-1993) e consigliere comunale a Milano (1990-1993) e negli stessi anni assessore sempre al comune di Milano nel periodo di Tangentopoli ( 1990-1992).Assessore a Milano prima nella giunta del sindaco socialista Pillitteri ( sindaco dal 1986 al 1992) e subito dopo solo per qualche mese del 1992 per il sindaco socialista Borghini( sindaco di Milano dal 18 gennaio 1992 fino all’11 marzo 1993).Fonda poi la Lega Casalinghe-Pensionati con la quale si presenta senza fortuna alle elezioni politiche del 1992.Nel 1993 rientra in Lega Nord a fianco di Umberto Bossi e ridiventa consigliere comunale a Milano per il movimento leghista (1993-1997), quando è diventato sindaco il leghista Marco Formentini che però non lo nomina assessore, accidenti che dispiacere deve essere stato. Nel 1994 riesce ad entrare nel comodo parlamento italiano con la Lega Nord (1994-1996), nel collegio uninominale della Camera a Milano,grazie al sostegno delle altre liste del Polo delle Libertà capitanate dal piduista Silvio Berlusconi. Nel 1996 la corsa solitaria della Lega Nord gli costa la riconferma. Ma posso poco tempo ed eccolo subito candidato sempre per la Lega Nord alle elezioni suppletive del collegio Milano 6 della Camera il 21 giugno 1998, ma niente da fare anche stavolta. Nel 1997 viene rieletto in consiglio comunale a Milano per la Lega Nord (1997-2001).

Quando la Lega Nord lancia la coalizione del Blocco padano, Bernardelli capeggia il movimento Padania Pensione Sicura, divenuto poi Pensionati Padani e Pensionati Nord. Nel 2000 è eletto consigliere regionale (2000-2005) della Lombardia sempre per la Lega Nord. L’anno successivo(2001), in disaccordo con i vertici del partito leghista, ritenuti troppo appiattiti sulle posizioni di Berlusconi ( ma pensa te che scoperta che ha fatto), esce dalla Lega Nord e fonda la Lega Padana Lombardia, della quale si autonomina presidente.

Nel 2004 è candidato a presidente della provincia di Milano per una coalizione formata da Lega Padana Lombardia, No Euro e Fronte Cristiano, ma raccoglie solo l’1,8% dei voti. Nei primi mesi del 2005 (sempre come presidente della Lega Padana Lombardia)  Bernardelli stringe un’accordo elettorale per le elezioni regionali della Lombardia dell’aprile 2005 ,a sostegno della candidatura a governatore della Lombardia del dirigente di Forza Nuova GianMario Invernizzi, con le seguenti forze politiche italiane: Alternativa Sociale ( formata da Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Fronte Sociale Nazionale e lista Alessandra Mussolini) e la lista Pensioni&Lavoro. Lo stesso Bernardelli è candidato come capolista nel collegio di Milano ( 84 preferenze) , come lo stesso segretario della Lega Padana Lombardia Giulio Arrighini nel collegio di Brescia ( 201 preferenze) come numero due della stessa lista ( dietro all’ex consigliere regionale bresciano della Lega Nord, il camuno Germano Pezzoni, che alle regionali lombarde del 2010 si candiderà nelle liste dell’Udc).  

Né Bernardelli né Arrighini vengono eletti in regione Lombardia.

Nel 2006 conclude  un accordo per le elezioni politiche con la lista Pensioni & Lavoro, pur senza candidarsi direttamente.

Dopo le elezioni del 2008 ha iniziato una collaborazione più stretta con alcuni rappresentanti autonomisti lombardi: con l’ex deputato italiano e allora portavoce di Progetto Lombardia  Giulio Arrighini ( parlamentare dal 1992 al 1996), con il quale collabora già dal 2002 e  con il fuoriuscito leghista Max Ferrari (leader del Fronte Indipendentista  Lombardia, ma successivamente  rientrato comodamente e in vergognoso silenzio ancora in Lega Nord), che hanno sfociato nella nascita di Lombardia Autonoma, unione dei tre movimenti, della quale diventa , pensate un po’,presidente.

Nel 2009 la Lega Padana-Lombardia stringe svariati accordi elettorali con l’MPA del’ex presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo , come ad esempio a Brescia, a sostegno comune della candidatura di Giulio Arrighini a presidente della Provincia di Brescia ( sconfitto con il 3,20%, ma divenuto consigliere provinciale grazie ai pochi ma fondamentali 1092 voti raccolti  dalla lista siciliana dell’MPA).

In seguito Bernardelli diventa presidente del movimento politico Unione Padana ( con segretario Giulio Arrighini)  fondato ufficialmente il 26 novembre 2011 a Milano, che rappresenta l’espansione di Lombardia Autonoma nelle altre regioni dell’Italia settentrionale.

I soci fondatori di Unione Padana sono: Giulio Arrighini (1962), segretario della Lega Padana Lombardia, nonché consigliere provinciale a Brescia, che assume lo stesso incarico nell’Unione Padana; lo stesso Roberto Bernardelli (1949), che della Lega Padana è stato fondatore e presidente, e che dell’Unione Padana diventa automaticamente il suo presidente, strano a dirsi; Francesco Formenti (1947), brianzolo di Seregno, ex deputato italiano leghista dal 1992 al 2001; Giovanni Ongaro(1958), bergamasco di Gandino, pure lui ex deputato dal 1992 al 1996 ( uscito soltanto 3 mesi dopo dalla stessa Unione Padana  per fondare, il 19 marzo 2012, un nuovo movimento indipendentista denominato Unione Padana Alpina); Roberto Lamagni (1957), segretario provinciale di Mantova della Lega Padana Lombardia; e l’architetto ex leghista Gilberto Oneto (1946), conosciuto per i suoi continui e ripetitivi appelli alla stessa Lega Nord.

Dallo Statuto del movimento Unione Padana si legge: “Al proprio interno la federazione riconosce e tutela tutte le autonomie culturali, storiche e linguistiche,… potrà stipulare patti federativi con altre comunità, italiche, dell’area alpina o europee”.Per conseguire i propri obiettivi Unione Padana parteciperà a tutte le “competizioni elettorali, escluse quelle nazionali della Camera dei Deputati. La scelta dei candidati sarà affidata alle primarie interne di sezione”. Lo Statuto prevede inoltre che “ogni componente del movimento potrà avere un solo incarico elettivo o una sola nomina in società, fondazioni ed enti pubblici, che parenti e affini di coloro che ricoprono incarichi pubblici – elettivi o meno – non possono ricevere direttamente o indirettamente incarichi o nomine in società, anche parzialmente pubbliche”.

Unione Padana nasce e intende consolidarsi in sostanza sull’onda del fallimento ormai certificato della proposta politica originaria della Lega Nord, tradita e delusa da anni e anni di scelte politiche andate in direzione contraria, e nella convinzione che un momentaneo ritorno all’opposizione al sistema possa garantire al Carroccio la ricostituzione della propria verginità.

L’8 gennaio 2012 Bernardelli finanzia insieme ad altri ex parlamentari italiani leghisti il quotidiano online “l’Indipendenza” ( con la direzione dell’ex direttore della Padania Gianluca Marchi) che avrà l’obiettivo di proporsi come fattore di raccordo e coagulo di tutti i movimenti autonomisti che operano sia al Nord, che al Centro e al Sud dell’Italia.

Nel febbraio 2013 arrivano contemporaneamente le elezioni politiche italiane e le regionali di Lombardia. Bernardelli e Arrighini decidono di presentare le liste di Unione Padana alle elezioni del senato della repubblica italiana, ottenendo lo 0,13% ( 7324 voti) a livello lombardo, mentre alle elezioni regionali lombarde ( non essendo riusciti a raccogliere le firme necessarie per la presentazione della lista e dopo dei contatti per un accordo elettorale prima con la Lista Albertini/Mario Monti e poi con la Lega nord), stringono un pseudo patto di desistenza con la lista “Fare per Fermare il Declino” di Oscar Giannino sostenendo la candidatura indipendente del professor Marco Bassani ( 165 preferenze nel collegio di Milano) all’interno delle stesse liste di Fare per Fermare il Declino.

Dopo aver sostenuto ufficialmente, fin da inizio novembre 2012 , durante numerosi incontri pubblici e attraverso tutti i media locali, la candidatura solitaria di Unione Padana alle elezioni comunali della città di Brescia con un proprio candidato Sindaco ( Vittore Vantini ), improvvisamente nell’aprile 2013 e a pochissime ore dal termine di presentazione delle liste il sempre presente duo Bernardelli e Arrighini stringono un’accordo elettorale della loro Unione Padana con la pseudo-nemica Lega Nord ( sembra più un ritorno a casa), inserendo un loro candidato (Fabio Toffa,72 preferenze e non verrà eletto) nelle liste leghiste come indipendente e a sostegno del candidato sindaco del Pdl, in alleanza con Udc, Fratelli d’Italia e svariate liste civiche.

Fine maggio 2013 ( ad elezioni bresciane in corso), il duo Bernardelli e Arrighini uniscono i due loro stessi movimenti Lega Padana Lombardia e Unione Padana ( di entrambi è presidente Bernardelli e segretario Arrighini ) e fondano in un primo momento Lombardia Indipendenza ( copiando spudoratamente il nome a un movimento già esistente sulla scena politica indipendentista lombarda da ben due anni, vedi pro Lombardia indipendenza), e senza far passare 24 ore lo ricambiano in  Indipendenza Lombarda.  Certo che Bernardelli e Arrighini non brillano di fantasia e originalità.

E intanto il buon Bernardelli continua anche in questi giorni a parlare di Nord: Nord di cosa? Nord Italia? Insomma la storia e il vizio è sempre quello, essere funzionali allo stesso sistema-italia che si vuol far credere di combattere.

Fonte: Internet

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2013 da .

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