IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Il coraggio lombardo, la paura italica e il tradimento padano. Non resta che la secessione dallo stato italiano!

bandiera-lombardia-nuova

di STEFANO CRIPPA

Siamo fortunati!
Alla nostra generazione è stata data la possibilità di vivere questo fantastico momento per le sorti dell’Europa: il nostro nord-est è in subbuglio e Trieste si sta preparando ad elevarsi, come una moderna Boston, a città apripista di una rivoluzione indipendentista che farà crollare questo Stato su se stesso; Le Fiandre si apprestano ad affrontare una votazione che, molto probabilmente, segnerà la fine del Belgio, per come noi lo conosciamo, e da ovest si sta alzando un vento impetuoso che sconquasserà le fondamenta di questa Europa: Catalunya e Scozia, tramite voto popolare, si apprestano a diventare repubbliche indipendenti.

In questo contesto continentale la mia terra, la Lombardia, si trova sugli spalti, come spettatrice inconsapevole del cambiamento, stretta fra la paura italica e il tradimento padano o, più precisamente, quello di una classe politica che, una volta eletta, ha preferito il caldo abbraccio del potere alla libertà della nostra gente.
Il governo italiano si sta apprestando a toglierci le nostre ultime libertà puntando il dito e dando tutta la colpa delle nostre disgrazie all’unica istituzione che potrebbe, se solo chi la governa lo volesse, contrapporsi al suo smisurato potere: la Regione!

Le Regioni vengono viste dalle segreterie romane e milanesi dei partiti come dei feticci e come errori della storia, buone soltanto per spartirsi posti e stipendi pubblici, e di questo il governo centrale si sta approfittando: la riforma costituzionale in atto è solo il primo passo verso il baratro oscuro verso cui ci stanno spingendo e dal quale non potremo più risalire.
La nostra vita è a rischio, la nostra libertà è stuprata sull’altare del potere e le nostre proprietà vengono saccheggiate in nome di un egualitarismo che sta solo sortendo l’effetto contrario, riducendoci tutti quanti, da nord a sud, nella più completa miseria.

Noi lombardi non abbiamo altra scelta che la secessione, dall’Italia non possiamo più aspettarci niente di buono: è giunta l’ora di salvare non solo la nostra terra, ma tutta la penisola che, libera dalle catene dello statalismo italiano, potrà di nuovo essere come è sempre stata: divisa e potente.

Molte volte mi piange il cuore quando leggo i giornali stranieri che, descrivendo la nostra classe dirigente e quindi noi stessi, ci vedono come un popolo rancoroso e pieno d’odio verso gli altri, mentre questo non è vero, la nostra terra è la più inclusiva al mondo, da noi, a differenza che in molti altri luoghi, non si sono formati ghetti di nessun tipo: qui il salentino mangia la polenta come il lombardo mangia la pizza, nessuno viene maltrattato e tutti hanno e avranno le stesse possibilità per farsi valere, perchè qui sei lombardo se il lombardo fai, ed è questa l’unica cosa che conta realmente dalle nostre parti.

Lombardi non fatevi però scoraggiare, perchè sotto le ceneri, pronto a divampare, cova il “coraggio lombardo” un coraggio, e la storia mi è testimone, che esce allo scoperto solo quando ci troviamo ad affrontare i momenti più bui della nostra esistenza e con il quale noi tutti dimostreremo che la Lombardia non è schiava di nessuno e che i suoi cittadini sono pronti a difendere e a riprendersi i propri diritti naturali alla vita, alla libertà e alla proprietà: in poche parole, il diritto ad avere un futuro.

Fonte:http://www.dirittodivoto.org/

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2 commenti su “Il coraggio lombardo, la paura italica e il tradimento padano. Non resta che la secessione dallo stato italiano!

  1. Daniele Roscia
    16 febbraio 2014

    All’indomani della grande manifestazione leghista sul po’, con la farsetta dei referendum volontario di 300.000 lombardi che votarono per la secessione padana, sembrava che il potere centrale fosse d’accordo per “iniziare” il processo federalista. Bossi mandò tutto all’aria, come al solito. La storia recente poi la conosciamo. G.Miglio, nonostante avesse abbandonato la Lega, applaudi con riserva dicendo: la Lombardia è sempre stata terra di conquista, i lombardi sino sempre prosperati con chiunque occupante, non hanno nel DNA il senso di appartenenza, non amano partecipare alla res pubblica, a differenza di Veneti e Friulani. Davvero possiamo credere che ci seguiranno? Ho forti dubbi. Ma se ci credete, avanti tutta.

  2. fabio ghidotti
    19 febbraio 2014

    non esiste alcuna “…classe politica che, una volta eletta, ha preferito il caldo abbraccio del potere alla libertà della nostra gente”!
    Questo perchè la “nostra gente” ha una percezione della libertà diversa da quella dell’autore dell’articolo e di tanti altri sedicenti indipendentisti; che continuano a scrivere a nome di un presunto popolo che non ha dato loro alcun mandato per farlo.
    E’ solo questa, la differenza fondamentale con la Catalunya!!!
    Sul perchè la popolazione lombarda non sia separatista, bisogna ricominciare daccapo a riflettere. Sulla Storia, sulla realtà. Non sulle convinzioni personali più o meno metafisiche.

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Questa voce è stata pubblicata il 15 febbraio 2014 da .

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