IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

ilgiornaledellalombardia@gmail.com

L’indipendentismo sopravvive solo in Lombardia, Veneto, Sud Tirol e a Trieste.

Fonte: http://thefielder.net

di PAOLO AMIGHETTI

basta-italia

* ndr ( nota del Giornale della Lombardia indipendente)

Parliamoci chiaro: un giorno, questo scalcinato Paese ( ndr. non è il nostro Paese ) dovrà pur fare i conti con la questione settentrionale (ndr. a casa nostra per quel che ci riguarda esiste soltanto una questione lombarda). Della massiccia ridistribuzione di risorse che lo Stato preleva sopra il Po per trasferirle chissà dove, si parla da tempo. La Lega Nord-italia di Bossi(ndr.  non dimentichiamoci prima ci stava la Liga Veneta e la Lega Lombarda) , nei primi anni Novanta, la trascinò al centro del dibattito pubblico a suon di parolacce e gesti dell’ombrello; sappiamo, purtroppo, com’è andata a finire. Ma il problema rimane, è sempre lí: la crisi di questi anni ha avvelenato l’insofferenza dei ceti produttivi, cui nessuno dà piú voce, almeno dacché il Carroccio ha riposto nel cassetto la Padania indipendente. Esclusi i borbottii separatisti a intermittenza del Sud Tirolo, e fatta eccezione per il caso triestino, l’indipendentismo nel Nord sopravvive solo in Veneto e in Lombardia; anche se, di qua e di là dal Garda, gli scenari appaiono molto differenti.

Il dibattito politico lombardo soffre, su scala regionale, degli stessi malanni di quello nazionale. Al cittadino milanese, bresciano o bergamasco vengono propinate ogni giorno nuove sigle, nuovi programmi, nuovi simboli; si chiacchiera d’alleanze e di primarie, di sostegno parlamentare e di sfiducia di questo o quel gruppo, e via discorrendo. Il crollo della credibilità dei partiti e della politica ha travolto anche le sezioni «dure e pure» della Lega, e benché il presidente di Regione si chiami Roberto Maroni ( ndr. dichiaratamente non secessionista), o forse appunto per questo, temi quali l’autonomia e l’indipendenza ( ndr. due cose ben diverse) sono del tutto estranei all’agenda politica. Si susseguono, piuttosto, confusi riferimenti alla macroregione ( ndr. ennesima pagliacciata leghista colorata di verde)  e ad altri progetti riformatóri poco attendibili.

> Lombardia e Veneto verso l’indipendenza?

Sotto la crosta d’un mondo politico in putrefazione, tuttavia, s’agitano soggetti convinti che la soluzione ai guai in cui versiamo sia la separazione dallo Stato italiano, e che si battono per attirare l’attenzione dei cittadini esclusivamente su questo punto. Il partito meglio strutturato è pro Lombardia indipendenza, che trova simpatizzanti e sostenitori nelle Orobie come in Insubria nel suo tentativo caparbio di radicarsi sul territorio. Anche Indipendenza Lombarda (ndr. fino a maggio 2013 si chiamava Unione Padana e sempre capitanata vita natural durante dagli ex deputati italiani leghisti Bernardelli e Arrighini ), Identità Oltrepò e Fronte Indipendentista Lombardia, pur restando ai margini della politica «che conta», seguitano a battersi in nome dell’autodeterminazione dei lombardi ( ndr.Indipendenza Lombarda e Fronte Indipendentista Lombardia da quando, dove e come?)

Ma la generale sfiducia per i partiti tradizionali ha favorito lo sviluppo d’organizzazioni e gruppi d’ogni genere, docili a trasformarsi secondo il susseguirsi imprevedibile degli eventi. Gli eco-nazionalisti di Domà Nunch , per esempio, hanno deciso recentemente «la sospensione dell’attività politica, del tesseramento e l’azzeramento di tutte le cariche», per convertirsi in un’associazione informale, ma sempre convintamente «insubrista». Prosegue, invece, la sua opera di divulgazione culturale l’associazione Terra Insubre, mentre il gruppo Brescia Patria è impegnato a sensibilizzare l’importante capoluogo orobico. Si dànno da fare a livello regionale le associazioni 300 Lombardi ( ndr. parte dei loro aderenti cosa aspettano ad uscire dalla Lega Nord-italia?) e Confederazione ribelle , che assieme agli altri gruppi e movimenti hanno dato vita all’assemblea LUPI (Lombardi uniti per l’indipendenza). Anche il Tea Party Lombardia ( ndr. non più italia?) s’è schierato a favore degl’indipendentisti, nella convinzione che solo una Lombardia libera possa porre un freno alla spoliazione fiscale degli ultimi decenni. CoLoR44 -Comitato Lombardo Risoluzione 44- ( ndr. operazione che non porterà da nessuna parte, visto l’abbraccio mortale alla stessa operazione della Lega Nord-italia), dal canto suo, prosegue la sua raccolta di firme (che ha superato quota 5000) e miete piccoli, continui successi: a oggi, hanno approvato la Risoluzione in difesa dell’autodeterminazione quindici Comuni e due Province lombarde (Brescia e Lecco), ( ndr.)grazie al voto poco rassicurante dei fratelli d’italia in quel di Brescia.

In questi giorni, la legge referendaria 342 («Indizione d’un referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto») è stata accolta da quasi 150 Comuni veneti e, ciò che forse pesa di piú, da quattro delle sette Province della Regione: Padova, Venezia, Verona, Treviso. Senza contare che piú di duemila persone si sono riunite, domenica 1º dicembre, a Bassano del Grappa per manifestare la loro chiara volontà: che sia indetto un referendum sull’indipendenza. Tanto che oggi, 10 dicembre, in Consiglio regionale si discuterà della legge 342 per decidere finalmente il da farsi. In Veneto la richiesta d’autogoverno è ben piú sentita che altrove; e soprattutto è riuscita a conquistare il campo della lotta politica regionale proprio mentre la Liga si trova divisa tra i sostenitori del sindaco di Verona Tosi e quelli del presidente Zaia ( divisione solo di facciata?), e l’insoddisfazione dei cittadini verso l’establishment è giunta a livelli preoccupanti.

> Europa e venti di indipendenza

A spingere per la consultazione referendaria è il comitato «Il Veneto decida», consorzio dei partiti e delle associazioni che fino a ieri non facevano che battibeccare. Indipendenza Veneta, Liga Veneta Repubblica, Veneto Stato, 16º Reggimento Treviso e Raixe Venete ora sembrano avere un obiettivo comune. Il tiremmolla politico-giuridico, davvero estenuante, è appena iniziato. Ma, al di là dell’indifferenza della classe dirigente e, purtroppo, di buona parte dell’opinione pubblica, il dato politico è rilevante: i veneti vogliono votare e, se votassero, i «sí» all’indipendenza schiaccerebbero i «no». E chissà che, anche solo per calcolo strategico, Zaia non si proponga di capeggiare una volta per tutte i «venetisti» per traghettarli fino alla consultazione referendaria. L’alternativa, se la marea serenissima continuasse a salire, sarebbe la perdita d’un ghiotto bottino di consensi. L’accorto governatore lo sa bene, e infatti ha messo le mani avanti prendendo parte alla grande manifestazione sul ponte di Bassano.

Insomma, se il Veneto sta compiendo in questi mesi i suoi primi passi nel tentativo di sottrarsi allo sfacelo italiano, la Lombardia séguita a gattonare, forse in attesa che il vicino orientale dia un esempio cui ispirarsi. Ma gran parte di quanto accade, di qua e di là, passa sotto silenzio. L’handicap che danneggia entrambi i movimenti per l’indipendenza è il cocciuto silenzio dei media, piú in Lombardia che in Veneto, poiché le televisioni locali di quelle zone sono ormai obbligate a render conto di migliaia di cittadini, gonfalone in spalla, in marcia per le maggiori città. Ma i grandi mass media, il piú delle volte, tacciono.

Colma in parte questa lacuna il lavoro costante d’intere redazioni di blog e giornali in Rete, i cui opinionisti sono da tempo attenti osservatori del possibile «contro-Risorgimento» italiano ed europeo. Il fermento che vivono lombardi e veneti, infatti, è soltanto il riflesso d’una catena d’eventi che potrebbe cambiare, tra non molto, l’assetto dell’Europa. Nel settembre del 2014, si terrà il referendum per l’indipendenza della Scozia, ed è plausibile che i catalani strappino prima o poi il benestare di Madrid per una consultazione analoga. Il «diritto di decidere» di scozzesi e catalani rottamerà domani gli obsoleti Stati-nazione? Noi speriamo di sí. Non è romanticismo: è realismo. O si disfà l’Italia o si muore.

broken_wall2

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 dicembre 2013 da .

Visite

  • 38,389 visite singole

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Segui assieme ad altri 61 follower

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: