IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Lombardia nuovo Stato d’Europa

 

Fonte: http://www.dirittodivoto.org

DIRITTO DI VOTO logo

di STEFANO CRIPPA

Cari Milanesi,

dopo tanti mesi mi decido a scrivervi, non posso più attendere, devo raccontarvi qualcosa di molto importante.

La nostra città, centro nevralgico di questa terra di Lombardia, fatica a destarsi  e voi vi rifiutate di prendere in mano il vostro futuro e il ruolo che la storia ha sempre voluto affidarvi.

Fin dall’antichità Milano si è sempre posta alla testa delle rivolte contro qualsiasi oppressore.

Mediolanum fu l’ultima città di pianura a cadere sotto il dominio Romano, fu la città che si mise alla testa delle due Leghe Lombarde per ristabilire quelle libertà comunali che un potere tirannico e accentratore tentava di soffocare, e fu la prima città che fece tremare il neonato Regno d’Italia nel 1895, quando un movimento politico chiamato  “Stato di Milano”, sfiorò la vittoria alle elezioni comunali.

La storia  dello Stato di Milano, inteso come movimento politico, è caduta nell’oblio, ma è giunto il momento che noi milanesi riprendiamo in mano quelle battaglie dei secessionisti di fine ‘800, che si presentarono con queste parole apparse sul giornale “Italia del Popolo”, il 16 febbraio del 1895:

“C’è una moltitudine di gente, la quale sente, senza dirlo in forma solenne, che la incredibile baraonda avente nome governo d’Italia, mostro accentratore e distruggitore, confusionario e parassita non finirà mai se non quando il regime del paese sia conforme alla storia, all’indole delle diverse Regioni, all’interesse esclusivo del popolo e al senso comune”

“- Stato di Milano – vuol dire la Lombardia governata dai Lombardi, senza che nelle cose loro, non aventi relazione con ciò che concerne l’amministrazione generale dello Stato (armi, poste, dogane ecc.), altri abbia il diritto di mettere il naso.

E quel che vuol dire: – Stato di Milano – vuol dire – Stato di Piemonte, di Venezia, di Toscana, di Roma, ecc. – Stato di Milano – vuol dire amministrazione e finanza casalinga, fatta da gente che conosce il Paese”

“Lo Stato di Milano con meno impiegati, meno militari, meno parassiti, meno ladri dello Stato d’Italia

Già in quegli anni i Milanesi avevano capito che lo stato nazionale era morto in culla e stava distruggendo tutte quelle innovazioni sorte in secoli di storia, quando questa bellissima penisola era divisa in tanti piccoli stati che si facevano concorrenza fra di loro.

Cari Milanesi, il nostro problema da 150 anni è l’Italia con la sua burocrazia, le sue tasse e il suo governo illiberale, votato soltanto alla distruzione  delle nostre libertà individuali.

Non c’è altra alternativa alla secessione, ma non ci arriveremo mai se voi non vi svegliate dal torpore e non vi mettete alla testa dei Lombardi che sognano più di ogni altra cosa la libertà.

La nostra provincia è la più derubata dallo Stato, pensate che più del 30% del nostro Pil (la media della Lombardia è il 20%) sparisce per essere divorato dal Leviatano statale.

Dovete essere consapevoli che il nostro indipendentismo non sarà alimentato da vecchi odi nazionalisti, noi non vogliamo questo, desideriamo soltanto vivere in pace, coscienti che solo uno stato molto più piccolo garantirà le libertà degli individui e offrirà al contempo una maggiore apertura al mondo esterno.

Noi non desideriamo il protezionismo e l’autarchia, perchè siamo coscienti che queste politiche economiche conducono inevitabilmente all’impoverimento e alla guerra.

Vogliamo creare un nuovo stato, più piccolo, più omogeneo, più limitato nei suoi poteri e nelle sue pretese, perchè ogni altra strada è fallita, a cominciare da quel sogno, rivelatosi un incubo, rappresentato dai grandi stati ottocenteschi, come dimostra Carlo Lottieri con queste parole:

“…In un libro di Henrik Spruyt vengono individuati essenzialmente tre modelli nell’Europa della prima modernità post-feudale: la Francia monarchica e accentrata che costituisce lo Stato sovrano, le città federate tedesche (la Hansa, in particolare) e le città libere italiane (Venezia, Genova, Milano, Firenze e via dicendo). Dal 1861 e per quasi un secolo e mezzo l’Italia ha cercato di imitare – malamente – la Francia centralista; negli ultimi vent’anni ha provato a prendere la strada tedesca, tentando di adottare qualcosa che potesse ricordare il federalismo, e si è ugualmente impantanata. Forse è opportuno che guardi com’era quando era grande e ritorni ad essere la penisola delle città libere ed indipendenti….” (dalla postfazione del libro “Autodeterminazione” di Alessio Morosin)

Tutto questo, però, vogliamo crearlo insieme a voi, amici milanesi: la storia vi ha dato un compito preciso, guidare la lotta per le nostre libertà.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 dicembre 2013 da .

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