IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Intervista esclusiva del Giornale della Lombardia indipendente a Roberto Stefanazzi, probabile candidato alla segreteria federale della Lega Nord.

Pubblichiamo un’intervista esclusiva del nostro Giornale a uno dei probabili candidati per la segreteria federale della Lega Nord al Congresso del prossimo 14-15 dicembre 2013 a Torino.

Roberto Stefanazzi

Roberto Stefanazzi

Breve biografia

Roberto Stefanazzi nato il 24 Maggio 1976 a Busto Arsizio (VA). Avvicinatosi  alla Lega Nord  nel 1993, tre anni dopo  tesserato per la prima volta al movimento leghista  come Socio Sostenitore Giovane. Militante dal 2000 e attualmente consigliere comunale e capogruppo della Lega Nord al Consiglio Comunale di Vizzola Ticino (VA), il primo Comune lombardo che lo scorso 30 agosto 2013 ha approvato una mozione, al pari di quella veneta, per richiedere al Consiglio Regionale l’indizione di un referendum sull’indipendenza della Lombardia. Si dichiara indipendentista da sempre.

Intervista

DOMANDA (D): Lei si dichiara apertamente indipendentista, se ha sentito il bisogno di proporre la sua candidatura vuol forse sottolineare che nessun altro contendente lo è?

RISPOSTA (R): Per prima cosa non sono a conoscenza di altre candidature “ufficiose” al di fuori della mia, in quanto ad oggi (25-10) il congresso federale non è ancora stato ufficialmente convocato da chi di dovere. Al momento quindi non posso che rispondere affermativamente: sì sono l’unico candidato indipendentista. Mi piace pensare che la mia sia una candidatura “collettiva”, per conto e in nome di tutte quelle migliaia di militanti e sostenitori che credono fermamente nell’indipendenza della Padania e non sono più disposti a compromessi al ribasso attendendo chissà quali aperture sulla strada delle riforme da parte di Roma. Dietro a me c’è una squadra coesa e decisa, che crede fermamente nel programma che abbiamo preparato: pochi fermi punti, tornare alla spirito leghista del 1996. La Lega oggigiorno ha accantonato questo spirito e ogni velleità secessionista sperando ancora in un possibile dialogo riformista con Roma: ma l’Italia è strutturata appositamente per esistere sfruttando le risorse della Padania, credere che si possa cambiare il sistema Italia è solo illusorio. 15 anni al governo a Roma senza il benché minino risultato lo dimostrano. La Libertà si conquista non la concede nessuno.

D:  In rete non si trova nessun informazione riguardante il congresso al quale intende proporre la sua candidatura, potrebbe aggiornarci lei?

R: Ho già parzialmente risposto. Ad oggi il congresso federale è stato annunciato solo attraverso una stringatissima intervista da parte del segretario federale dimissionario Roberto Maroni a la Padania. Successivamente si è svolto un consiglio federale sul tema del congresso, ma non è stato comunicato ancora nulla. Attendiamo tutti l’ufficializzazione.

D: Nel caso non vi fosse ancora nulla di ufficiale, troverebbe un eventuale inasprimento delle regole per la candidatura al congresso come un mettere il bastone tra le ruote a candidati scomodi? In questo articolo del giornale online L’INDIPENDENZA http://www.lindipendenza.com/la-successione-democristoleghista/ si parla di militanti declassati a sostenitori, cosa farebbe se succedesse a lei?

R: L’aumento di democrazia è sempre positiva. Ma non deve essere solo di facciata o a favore di pochi per colpire altri…l’esempio in negativo viene dal PD. Non vorremmo che si arrivasse a tanto. Né vogliamo pensare che qualcuno possa essere così meschino da eliminare possibili scomodi candidati con il declassamento da Militante, che ha diritto di voto, a sostenitore, che non lo ha. Nel caso reagiremmo fermamente nelle sedi opportune.

D: Sarebbe disposto a ritirare la sua candidatura? Se ne fosse costretto, appoggerebbe qualche candidato o non voterebbe?

R: Non è all’ordine del giorno una soluzione del genere.

D:  E’ al corrente che il partito nel quale intende proporre la sua candidatura, in Sudtirol è alleato con FORZA ALTO ADIGE e avversario al partito di Eva Klotz?

R: Sì, ne siamo a conoscenza e ne siamo fermamente contrari. Il nostro programma prevede di allearsi con tutte quelle formazioni autonomiste e indipendentiste che combattono lo stato centrale occupante. ‘Forza Alto Adige’ non ci pare rientri nel novero delle formazioni autonomiste. Personalmente avrei cercato un’intesa con la patriota sudtirolese Eva Klotz. Se dipendesse da me, rinnegherei subito l’alleanza con Forza Alto Adige. L’Alto Adige non esiste!

D: Cosa farebbe nei primi 3 mesi del suo nuovo, eventuale mandato?

R: Mi impegnerei a realizzare da subito il programma elettorale: passi concreti verso l’indipendenza della Padania, guardando all’Europa e non a Roma. Ritirando la delegazione parlamentare, lasciando quale presidio solo i capigruppo e chiedendo ai tre ‘Governatori’ leghisti di convocare già all’inizio del 2014 una riunione straordinaria congiunta dei tre consigli regionali per dibattere sul tema del referendum per l’indipendenza delle tre regioni.

D: Roberto Maroni è presidente della regione Lombardia, iscritto in un gruppo che non è quello del partito che rappresenta come Segretario Federale. In caso di sua vittoria, Stefanazzi, come si comporterebbe a riguardo?

R: Maroni è iscritto un gruppo consiliare diverso da quello della Lega autorizzato dal consiglio federale, ed è dimissionario dalla segreteria. Maroni e Stefanazzi sono prima di tutto entrambi militanti della Lega. Il problema non si pone.

D: Vuole riportare la Lega Nord su un binario indipendentista. Secondo lei, da quando questo partito non lo è più? E perché allora ha continuato a militarvi, nel frattempo?

R: La Lega è venuta meno al suo spirito indipendentista da troppo tempo, purtroppo. Io sono entrato in Lega nel 1993, ho trascorso l’epico periodo dell’indipendentismo, tutte le possibili alternative (federalismo, devolution, ecc.) ma in questo lungo periodo è andato perso l’entusiasmo: ci si era convinti che entrando nella stanza dei bottoni tutto sarebbe stato possibile, che il sogno si sarebbe realizzato. Non è stato così. Bisogna prenderne atto e tornare alla contrapposizione seria e dura con il sistema italiano. Sono rimasto perchè ho trascorso ormai 20 anni in Lega e questa volta voglio mettermi in gioco per primo, per difendere gli ideali di allora che vedo venire meno.

D: Non teme che il partito possa subire scissioni, se diventasse Segretario Federale? Potrebbe essere il Segretario Federale anche di Flavio Tosi, ad esempio? Cercherebbe una mediazione?

R: L’articolo 1 dello Statuto della Lega parla chiaro: “La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”. Questa è la ragione sociale: a chi non va (più) bene, consiglio di scegliersi un partito italiano. Ce ne sono tanti. Questa è la Lega Nord, noi siamo “altro”. Salvare l’Italia non ci interessa.

D: Fin dove arriva la Padania?

R: Il confine è determinato unicamente dal consenso del popolo sovrano. Con le parole del grande professore Gianfranco Miglio: “Con il consenso della gente si può fare di tutto: cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi ad un altro paese, formarne uno nuovo”. Certo poi ci sono ragioni storiche, sociali, economiche da valutare.

D: Porterebbe avanti le sue proposte indipendentiste anche in quelle Nazioni (regioni) ove al momento il sentimento indipendentista è pari a zero? Pensiamo alla Liguria, ad esempio.

R: Ho già risposto sopra.

D: Come considera i partiti indipendentisti attualmente presenti in Lombardia, Veneto, SudTirol, Friuli? Quale sarebbe la sua politica nei loro confronti? Vi sarebbe qualche distinguo particolare? Da sentito e fiero indipendentista quale lei si definisce da sempre, l’ipotesi per la Lega Nord di non presentarsi mai più ad elezioni politiche romane, paventata a inizio 2013 dallo stesso Roberto Maroni e da Matteo Salvini, lei la considera determinante e nel caso farà parte del suo programma?

R: Bisogna avere la volontà, scevra da ogni preconcetto, di mettere tutti i movimenti autonomisti e separatisti dallo stato italiano attorno a un tavolo e iniziare un serio confronto: solo uniti nella lotta contro Roma possiamo vincere ! Mettiamo da parte le nostre acredini e rivalità, anche e soprattutto personali, e affrontiamo di comune accordo il gigante dai piedi d’argilla chiamato Italia. Il non partecipare alle elezioni politiche italiane è una ipotesi che appoggio, o in alternativa, come fecero i patrioti irlandesi, non partecipare ai lavori parlamentari, mandando nei palazzi solo i capigruppo. Stiano sul territorio e lavorino per le nostre terre da qui. Avrebbe più senso.

D:  Quale è il suo pensiero riguardante l’abolizione delle province e i continui accorpamenti dei Comuni ?

R:  Aboliamo prima l’Italia, il vero “mostro” che depreda le nostre risorse, i nostri soldi dagli stipendi, dalle pensioni, dai fatturati !

D: Cosa ne pensa dei doppi incarichi di qualsiasi genere? Per esempio trova giusto che un segretario federale sia nello stesso momento anche parlamentare o europarlamentare o consigliere regionale? Nel suo programma ci stanno delle proposte per non permettere questo?

R: Nel nostro programma non solo è prevista l’incompatibilità tra poltrone politiche e dirigenziali ma anche il cumulo di cariche nel “sottobosco” dei CdA, fondazioni, consulenze, enti: anzi chiediamo che siano periodicamente resi noti i nominativi e le relative indennità di chi ha, a qualsiasi titolo, un incarico a nome, o per conto, o su indicazione del Movimento. Inoltre riteniamo opportuno che tutti i candidati siano estratti a sorte fra chi abbia superato una selezione costruita sui curricula e che gli incaricati rendano poi conto del loro operato, attraverso una commissione d’esame. Infine, riteniamo opportuno fissare un tetto massimo alle indennità percepite e la parte eccedente sia versata al Movimento allo scopo di rivestire nella costruzione di consenso. In una frase: Basta Italia! Più Padania, Indipendenza, Identità e Libertà.

Intervista di LUCA ZILETTI ( IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE)

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7 commenti su “Intervista esclusiva del Giornale della Lombardia indipendente a Roberto Stefanazzi, probabile candidato alla segreteria federale della Lega Nord.

  1. Cristiano Forte
    26 ottobre 2013

    Bene che ci sia un candidato con queste idee. Almeno ci si potrà fare un’idea chiara dell’entità della componente indipendentista della Lega.

  2. Franko
    26 ottobre 2013

    Un indipendentista all’interno della “lega nodde”,è una contraddizione in termini !!

  3. Gummarith
    26 ottobre 2013

    Stefanazzi è un vero indipendentista, ha il coraggio di dire le cose chiaramente e di porsi come riformatore autentico della lega. Logicamente combatte contro cadregari statalisti e traditori del Popolo Lombardo che hanno più potere di Lui. Rimane comunque un esempio da seguire, un patriota coraggioso, che ha il coraggio di uscire dal gregge dei pecoroni.

  4. Gli amici più grandi de “La Bissa de l’Insubria” ospitano gentilmente la nostra esclusiva intervista a Roberto Stefanazzi:
    http://www.labissa.com/interviste-blog/2582-congresso-lega-intervista-a-roberto-stefanazzi.html

  5. Il quotidiano online “l’Indipendenza” ospita la nostra intervista a Roberto Stefanazzi, probabile candidato alla segreteria federale della Lega Nord:
    http://www.lindipendenza.com/stefanazzi-siamo-per-lindipendenza-chi-non-la-vuole-esca-dalla-lega/

  6. Fabio Della Vedova da Legnano: ” Ho appena letto l’intervista che il Giornale Lombardia Indipendente ha fatto a Roberto Insubre Stefanazzi Bossi, ammetto che sono rimasto davvero piacevolmente colpito dalla chiarezza delle risposte, senza inutili fronzoli o giri di parole, dritto al punto.
    Purtroppo però, con tutto il rispetto per Roberto, il problema di fondo si chiama lega nord, che nulla ha più a spartire (e probabilmente mai ha avuto a che spartire davvero) con l’indipendentismo e la cancellazione dell’italia dalle nostre terre.
    Oltretutto i legaioli d’oggi (non ce la faccio a chiamarli leghisti, perchè i leghisti eravamo noi ed in un certo senso lo siamo ancora, che certi temi li supportavamo ieri come oggi, a differenza loro) non tardano un secondo a rimarcare la loro italianità e la loro voglia di difendere l’italia, Radio Padania Libera docet.
    Sperare di cambiare la Lega Nord è un po’ come credere che l’italia sia riformabile.”

  7. Pingback: Intervista rilasciata al Giornale Lombardia Indipendente | Stefanazzi Segretario

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Questa voce è stata pubblicata il 25 ottobre 2013 da .

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