IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Dal vicino Veneto la L.I.F.E. invita i propri Sindaci a dimettersi.

di LUCIO CHIAVEGATO ( Presidente L.I.F.E. Veneto )

LIFE2

Ultimamente sembra andar di moda nei sindaci Veneti la pratica della minaccia di dimissioni o di pentimento verso ciò che impongono ai loro concittadini. A Casale di Scodosia (PD) il sindaco si è dimesso per non voler tartassare ulteriormente le imprese già in difficoltà e, ieri, il Sindaco di Resana  – Loris Mazzorato – ha detto di essere «Costretto dallo Stato a uccidere i cittadini con le tasse, io sono il boia dei miei concittadini” .

Credo che tutti noi, indipendentisti o italioti convinti possiamo plaudire a simili iniziative, concrete, di contrasto alle imposizioni di questo Stato canaglia. Vorrei solo ricordare che per primo, alla trasmissione “Quinta Colonna”, denunciai che è ora di ribellarsi e di prendersela direttamente con i responsabili che vengono ad imporre tali provvedimenti, siano i sindaci, i dipendenti di Equitaglia, i direttori di banca o i funzionari parassiti pubblici. A seguito di questa mia dichiarazione ricevetti infatti, relativa denuncia da parte di Befera, parassita numero 1,  strapagato di Equitaglia.

Io ed il LIFE abbiamo scelto questa linea da tempo. Continuare a lamentarsi e a non avere il coraggio di ribellarsi è ormai per noi fastidioso ed inutile per il cammino della nostra libertà da questo stato ladro e corrotto. Credo quindi sia ora di iniziare a richiamare i nostri sindaci ad una presa di responsabilità e di scendere dall’inutile scranno su cui sono seduti. Infatti manderemo presto lettera di diffida a tutti sindaci Veneti avvisandoli che li riterremo responsabili di eventuali altri suicidi dovuti alla crisi, a fallimenti aziendali e a sfratti per morosità a cittadini Veneti. A cosa serve avere un sindaco di destra, sinistra o leghista o indipendentista se questo non fa altro che applicare le direttive romane?

Ecco quindi che la presa di posizione del sindaco di Resana va condivisa e girata anche agli altri. Con chi ce la prenderemo noi se le nostre aziende andranno a gambe all’aria per le nuove dementi imposizioni romane? Con chi ce la prenderemo noi se i cittadini tartassati perderanno casa e lavoro? Ce la prenderemo con i nostri sindaci, incapaci di alzarsi in piedi e di stare dalla parte della gente che li ha votati e che grazie ai tributi locali imposti creano i loro stipendi.

Chiaro che accostare la figura del sindaco impositore al boia nazista è eccessivo, ma ha le sue ragioni. Non accetteremo più quindi il solito discorso preconfezionato: “Non ci posso fare niente, me lo impongono!”. E’ ora che chi ha le palle per ribellarsi si dimetta e decida da che parte stare. Il boia nazista è stato giudicato da un tribunale e dalla gente, i sindaci del Veneto saranno giudicati dai Veneti.

Non è una minaccia ma una realtà. La politica locale deve decidere se essere ancora succube delle decisioni romane e chi decide di essere fedele alle imposizioni dall’alto verrà giudicato dai cittadini.

Noi LIFE ci stiamo organizzando attraverso SOLIDARIETA’ VENETA, per raccogliere tutte le persone che hanno dato la loro adesione a questo progetto, nato il 12 Ottobre a Grisignano. Le adesioni stanno aumentando giorno per giorno. Non le tessere, ma le persone con nome e cognome, che hanno deciso di uscire dall’ombra per dire IO CI SONO CONTRO QUESTO STATO LADRO.

Paura di ritorsioni dello Stato canaglia? Siamo coscienti che qualcosa succederà, deve succedere ovviamente, ma noi siamo nel giusto. I ladri sono loro e noi abbiamo il diritto-dovere di difenderci da questi boia di Stato, messi li solo per riempirsi le tasche con i loro dorati stipendi e prebende. E’ ora di uscire, di dire BASTA, non a chiacchiere o con le tessere o scrivendo libri, ma andando in strada, casa per casa ad avvisare la gente che le rappresaglie non ci saranno più, che la gente non sarà più sola di fronte al nemico, Noi ci saremo sempre più decisi.

Ora i sindaci Veneti facciano la loro scelta, o con il popolo o contro. Un giorno verranno giudicati, non dalla divina giustizia, ma dai parenti di chi si è suicidato, dagli imprenditori che hanno perso tutto, dai lavoratori che sono andati sotto un ponte, da chi ha perso la famiglia e da chi ha perso la dignità.

Fonte: http://www.lindipendenza.com

 

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Questa voce è stata pubblicata il 23 ottobre 2013 da .

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