IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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In Lombardia l’evasione fiscale è più bassa che in Germania!

Fonte: http://www.labissa.com

di GIOVANNI BATTAGLIA

Cerchiamo di calcolare l’ammontare dell’evasione fiscale in questo paese. Sia a livello individuale sia a livello collettivo, si può calcolare un indice o tasso di evasione come rapporto tra ammontare evaso e ammontare dovuto allo Stato per tassazione. Un altro indice più comune è il rapporto tra ammontare evaso e PIL. Una variante più grave rispetto all’evasione vera e propria è la frode fiscale, eseguita con meccanismi sofisticati atti a creare “regolarità”, ma che nascondono un’evasione vera e propria. L’esempio più frequente ed eclatante sono le fatture false. Purtroppo in Italia la “frode fiscale”, direttamente collegata al reato di Falso in Bilancio, è stata parzialmente depenalizzata, tramite esclusioni, eccezioni e introduzione di franchigie, con una serie di provvedimenti del governo Berlusconi IV, ultimo dei quali il D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39.

Ebbene, si nota da uno studio di scenarieconomici.it che la media dell’evasione a livello europeo è pari al 14,5% (dati 2012). A livello nazionale vediamo questi aggregati – UK 8,55, Francia 10,5%, Germania 11,5%, Spagna 14,0%, Polonia 20%, Grecia 20,5%, e Italia 17,0%.

In Italia, il livello di evasione si attesta a circa 13,2% al Nord,15,8% al Centro e 26,9% al Sud. A livello regionale notiamo che la regione più virtuosa è proprio la Lombardia (10,5%, meglio della Germania!), seguita dall’Emilia Romagna al 13,5% e dal Veneto al 14%. Fanalino di coda sono le regioni meridionali con percentuali irritanti.  

Le suddette stime si riferiscono all’economia sommersa, ma non includono l’economia illegale o criminale (tipo traffico stupefacenti, contrabbando, falsi medici e altri professionisti, ecc). Se aggiungiamo l’economia illegale all’evasione fiscale troveremo che la media europea sale al 22,1% (UK a 12,5%, Francia a 15%, Germania a 16% e Italia a 27%). A livello regionale vediamo la Lombardia ancora virtuosa (16,5%, quasi come la Germania!), seguita dall’Emilia Romagna (20,5%) e Veneto (21%). Ancora una volta in basso alla classifica si trovano le regioni meridionali (Campania 44,5%, Sicilia 46,5% e Calabria pari al 55% del suo PIL)

In poche parole, il Centro- Nord Europa è più virtuoso rispetto al Sud Europa ed ’Est Europa. Nel nostro paese, il Nord Italia è in linea con i paesi virtuosi (soprattutto la Lombardia), oltre ad essere inferiore rispetto alla media europea.

La Banca d’Italia calcola che a fronte del fatto che, al Nord, in media l’evasione fiscale e contributiva ammonta a circa 2500 euro pro-capite, nel Mezzogiorno l’imposta si assesta, su base annua, a circa 900 euro a testa.

A correre in difesa della regioni meridionali sono in molti, con ragionamenti validi. Alcuni dicono che l’evasione fiscale è relativamente bassa nel Mezzogiorno perché è maggiore l’occupazione nel pubblico impiego. Incidentalmente viene anche rilevato che nelle regioni meridionali è maggiore l’occupazione precaria nel settore pubblico. Vero, è difficile evadere le tasse per un impiegato pubblico. Ma è altrettanto vero che esiste una consistente attività privata. Per arrivare ad un’economia sommersa pari a 40-50% del PIL in alcuni regioni meridionali significa che l’attività economica privata in quelle regioni è molto meno controllata e verificata dal fisco. In ogni caso, il Sud pesa di meno nella sua interezza rispetto all’economia nazionale, quindi l’ammontare evaso potrebbe essere meno in assoluto. Argomento economicamente valido, ma è inammissibile che fette consistenti di un’economia regionale siano sottratte al fisco.

Gli effetti dell’evasione fiscale non sono solo economicamente riprovevoli, ma lo sono anche dal punto di vista etico per una moltitudine di ragioni: si ha una riduzione delle entrate dello Stato e delle risorse per la collettività; peggiorano la qualità dei servizi pubblici e della pubblica amministrazione per diminuzione delle uscite; i fondi disponibili per finanziare la crescita economica diminuiscono; si vanifica parzialmente la redistribuzione del reddito pianificata dal legislatore; si aumenta il livello di tassazione e di pressione fiscale sui contribuenti; si creano situazioni di concorrenza sleale tra operatori economici che pagano le tasse e chi le evade.

Ci sono una miriade di argomenti contro l’evasione fiscale. Consideriamo inoltre la limitazione della spesa pubblica riguardo la sanità, istruzione e welfare- che incide sui meno abbienti. E poi non tutti i cittadini possono evadere con la stessa facilità. Chi evade e usufruisce di servizi pubblici sottrae risorse a chi gli spetta di diritto o necessità. L’evasione quindi tende a creare disparità sociale e relative tensioni.

I sopracitati argomenti contro l’evasione sono validissimi. Ma il problema grave in questo paese è la tassazione eccessiva che soffoca qualsiasi iniziativa imprenditoriale o privata, l’eccessiva pressione fiscale è deleteria per la creazione di ricchezza e benessere. Lo Stato non soltanto toglie linfa all’economia, dando poco in cambio in termini di servizi e beni, ma è riuscito alla perfezione a impoverire tutti, poveri compresi.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 settembre 2013 da .

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