IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Pro Lombardia indipendenza: Lombardia e Catalogna, nazioni d’Europa verso l’indipendenza

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L’undici settembre una delegazione di Pro Lombardia Indipendenza ha partecipato a Barcellona alla “Via Catalana”, una imponente manifestazione organizzata da un’associazione trasversale a tutti i partiti catalani indipendentisti (l’Assemblea Nazionale Catalana) : scopo della manifestazione era quello di dimostrare la chiara e ferma volontà della società catalana di ottenere l’indipendenza dallo stato spagnolo.

Mentre l’anno scorso un milione e mezzo di Catalani manifestavano a Barcellona per reclamare l’indipendenza, quest’anno l’ANC ha coordinato un milione e seicentomila persone che hanno formato una immensa e pacifica catena umana di quattrocento chilometri lungo quasi tutta la costa affacciata sul Mediterraneo: un successo e una prova di forza straordinari, di cui hanno parlato i mezzi di informazione di tutto il mondo (tranne ovviamente quelli italiani).

Come indipendentisti lombardi, abbiamo deciso di portare il nostro sostegno e la nostra solidarietà a un popolo che condivide con noi l’aspirazione alla libertà e siamo rimasti stupefatti dall’amicizia e dalla simpatia che, per le vie di Barcellona, i Catalani ci hanno manifestato.

Abbiamo constatato che la Catalogna reclama l’indipendenza in quanto nazione che ha peculiari caratteristiche storiche, culturali e economiche e riteniamo che anche la Lombardia abbia gli stessi presupposti per reclamare l’indipendenza dallo stato italiano.

Infatti, la Catalogna perse la sovranità nel 1714 a causa della guerra di conquista che il re castigliano Filippo V di Borbone le aveva mosso; anche la Lombardia fu annessa al futuro regno d’Italia nel 1859 come merce di scambio tra Austria, Francia e regno di Sardegna, senza che i Lombardi potessero liberamente autodeterminarsi.

La Catalogna ha una propria lingua che, dopo la caduta del franchismo, è stata salvata a dispetto di numerosi tentativi di soppressione e di ridimensionamento (anche recenti) ; anche la Lombardia ha una propria lingua, ma, nonostante sia riconosciuta dall’Unesco e faccia parte del ceppo delle lingue gallo-romanze, viene considerata erroneamente un dialetto dell’italiano e non gode di nessun riconoscimento giuridico e tutela (neppure da parte della leghista regione Lombardia).

La Catalogna e la Lombardia sono tra le regioni più industrializzate d’Europa e subiscono da parte di Spagna e Italia una vera e propria spoliazione fiscale, dimostrata dai dati sul residuo fiscale (la differenza tra le tasse pagate e ciò che lo stato restituisce sotto forma di servizi, prestazioni e investimenti) : quello catalano è pari a 17 miliardi di euro, mentre quello lombardo è di addirittura 56 miliardi! soldi che lo stato preleva “legalmente” dalle nostre tasche e che non tornano più indietro!

La prevalenza dell’opzione indipendentista è ormai maggioritaria in Catalogna ed è stata sancita anche dal punto di vista istituzionale nelle elezioni regionali dell’anno scorso quando i partiti dichiaratamente indipendentisti hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi alla Generalitat: sarà grazie a questa storica maggioranza se l’anno prossimo (a distanza di trecento anni dalla perdita della sua sovranità) la Catalogna sarà chiamata a votare per l’indipendenza tramite il democratico ricorso a referendum, seguendo così la via già tracciata dalla Scozia.

 

Purtroppo questa prospettiva in Lombardia è molto lontana dal realizzarsi, dopo che i Lombardi per oltre due decenni sono stati turlupinati da movimenti autonomisti e federalisti (NON indipendentisti) che hanno perseguito la via del compromesso con lo stato italiano (autonomia, federalismo, devolution, macroregione) , movimenti che non hanno saputo o voluto realizzare neppure un briciolo di ciò che avevano promesso.

Pro Lombardia Indipendenza è nata proprio per proporre ai Lombardi l’opzione indipendentista e, come dimostra l’indipendentismo catalano, questa opzione potrà diventare realtà solo se noi lo vorremo!

Come scrisse Antoni Gaudì, “senza l’indipendenza non è possibile creare in Catalogna una politica giusta, onesta e rigenerata”.

Noi crediamo che anche per la Lombardia l’unica via d’uscita sia l’indipendenza!

di DARIO PEDERZANI

 

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13 commenti su “Pro Lombardia indipendenza: Lombardia e Catalogna, nazioni d’Europa verso l’indipendenza

  1. romi
    16 settembre 2013

    magari se smettesse di fare articoli fasulli di propaganda inutile, sarebbe meglio. Io vivo in cataluña da 6 anni e: prima di tutto non é vero che gli indipendentisti hanno vinto le elezioni (il partito che ha vinto si CIU ed é di centro), poi non é neanche vero che l’anno prossimo ci sará il referendum, forse forse nel 2016. Vorrei anche ricordare che in Spagna i referendum non hanno conseguenza diretta, bensi solo sondano l’opinione pubblica. Un’altra cosa importante: gli indipendentisti catalani sono comunisti, progressisti, verdi, anarchici e via dicendo, sicuro che voi vi assomigliate?

    • Dario Pederzani
      16 settembre 2013

      ma lei ha letto il mio articolo? mi sorge il dubbio visto che risponde ad affermazioni che non ho mai fatto. in Catalogna alle ultime elezioni regionali, i partiti dichiaratamente indipendentisti hanno conquistato 74 seggi su 135, quindi la maggioranza assoluta (se la matematica non è un’opinione). tra l’altro lei indica come vincitore CiU, il partito del presidente Màs, che in realtà ha perso molti voti; il vero vincitore era stato invece lo storico partito indipendentista Esquerra Republicana de Catalunya, che aveva più che raddoppiato seggi e consensi e che oggi, secondo i sondaggi, diventerebbe addirittura il primo partito catalano. io non scritto che la convocazione del referendum è certa nel 2014, ma che “scopo della manifestazione era quello di dimostrare la chiara e ferma volontà della società catalana di ottenere l’indipendenza dallo stato spagnolo”: la manifestazione voleva essere proprio una dimostrazione di forza nei confronti dello stato spagnolo che nega il democratico diritto all’autodeterminazione della Comunità Catalana. lei dice che la maggioranza degli indipendentisti catalani è di sinistra, qual è il problema? nel movimento a cui appartengo, Pro Lombardia Indipendenza, convivono sensibilità diverse (chi più conservatore, chi più progressista) , ma tutti abbiamo la certezza che il primo problema della nostra Comunità Lombarda ha un preciso nome e cognome: stato italiano. E noi tutti siamo massimamente solidali con tutte le nazioni senza stato che lottano per (ri)conquistare la loro sovranità e indipendenza. se poi lei pensa che esprimere le proprie opinioni significhi fare propaganda, io sono orgoglioso di fare propaganda per il diritto alla sovranità e indipendenza del Popolo Lombardo e di quello Catalano

  2. Alfredo Gatta
    16 settembre 2013

    Articoli fasulli? Dubito che il Sig. Romi viva realmente in Catalogna, o forse è semplicemente preoccupato degli sviluppi futuri visto l’enorme successo della manifestazione. Abbiamo già spiegato che il blocco indipendentista HA VINTO le ultime elezioni comprendendo nel risultato anche CiU che pur essendo tradizionalmente di centro e autonomista ha sposato per questa tornata la richiesta di distacco dallo Stato spagnolo. Quello che ora succederà lo vedremo ma nessuno ha scritto che sicuramente si terrà un referendum nel 2014. Se lei poi, vivendo in Catalogna, si fosse affacciato dalla finestra, avrebbe notato che la bandiera sventolata era quella “estelada” con il triangolo blu che accomuna TUTTI gli indipendentisti catalani a prescindere dall’orientamento ideologico. Se invece la sua ironia voleva alludere a delle nostre simpatie leghiste, le posso assicurare che si sta dimostrando più legaiolo lei di noi tutti messi assieme.

  3. romi
    18 settembre 2013

    a me personalmente della patria dell’indipendenza catalana e di quella lombarda mi interessa un pepino, sono contro ogni tipo di fanatismo inutile legato al territorio e non. La propaganda che si fa in cataluña della maggior parte dei partiti indipendentisti, ecco rimane pura e mera propaganda, strumento di distrazione. Mentre lo stesso Más agita gli animi dalla finestra, continua a tagliare soldi allo stato sociale. Un po come fanno i leghisti, mentre si stringono le mani sottobanco con l’Andrangheta. Insomma dai su, se a Barcellona avessero saputo chi siete vi avrebbero dato un calcio nel didietro senza indugiare, e lo so perché, caro alfredo gatta, il naso fuori l’ho messo ben volentieri. In ogni caso, preferisco prendermi della legaiola ma continuare 1) a essere indipendente io da queste vecchie chimere fasciste 2) insultare le vostre teorie e i vostri vuoti sia elettorali che storici che morali. Dai su, querido popolo lombardo.

    • Dario Pederzani
      18 settembre 2013

      Se lei dichiara che la sua ragione di vita è insultare il prossimo,la lascio volentieri macerare nel suo livore e nel suo disprezzo.La nostra battaglia politica è una battaglia DEMOCRATICA per affermare il diritto naturale inalienabile di ogni persona e di ogni comunità (popolo o nazione,chiamatela come preferite) all’autodeterminazione.è una battaglia tanto democratica che sono proprio i cultori degli stati-nazione ottocenteschi e del fascismo a opporvisi tenacemente: lei che si proclama antifascista è proprio sicura di rispettare le opinioni di chi non la pensa come lei? E perché vuole vietare a qualcuno di votare in un referendum per decidere sul proprio destino e su quello della propria comunità? Il referendum è uno strumento principe di democrazia diretta, ma lei lo disdegna: non è un atteggiamento un po’ fascista il suo? Le rinnovo infine a leggere nuovamente il mio articolo perché ho precisato da subito (e ribadisco con forza) che Pro Lombardia Indipendenza non ha nulla a che fare con la lega, un partito autonomista italiano che non per niente si è integrato molto bene nel sistema italiano, fatto di poteri legali e soprattutto illegali. Infine,non dubiti che molti Catalani,Scozzesi,Baschi e Fiamminghi ci conoscono già visto che Pro Lombardia Indipendenza è membro dell’European Free Alliance, di cui fanno parte Esquerra Republicana de Catalunya e lo Scottish National Party. Un consiglio, viva con meno odio e più serenamente.

      • Alfredo Gatta
        18 settembre 2013

        La prossima volta gentile signora oltre a mettere fuori il naso provi a scendere in strada e a vedere con i suoi occhi la realtà. Le foto che vede pubblicate sono state scattate da Catalani non da qualche nostro compagno di viaggio, e quando Dario ha passato loro il cellulare ha chiaramente detto da dove veniamo, chi siamo, a quale movimento apparteniamo, e cosa vogliamo. Abbiamo ottenuto dagli indipendentisti Catalani oltre le foto tanti sorrisi, qualche pacca sulle spalle e solidarietà ricambiata. Ovviamente lei è libera o di non credermi o di pensare che le persone che abbiamo incontrato fosse una massa di idioti.

  4. romi
    20 settembre 2013

    Non mi sembra di aver disdegnato il referundum. Quando dove? Quando ho vietato cosa a chi? io non leggo nessun risposta coerente alle mie critiche, che vada che possano passare per insulti, ma fa lo stesso, sono le mie opinioni, sia sull’indipendentismo catalano, sia sulla vostra ansia di secessione. Mr gatta, le ribadisco che, i movimenti indipendentisti catalani sono di forte sinistra repubblicana, lei é proprio sicuro di essersi confrontato con questo, oppure vi siete stretti le mani come ad una partita di calcio?
    Autodeterminatevi pure, a me importa poco. il tipo di sistema politico rimarrebbe lo stesso, e quindi nulla cambierebbe. E con questa base, per favore evitate di dire a me queste frasi da stile biscione, di vivere con meno odio e piu serenamente. Per quello che vedo, siete voi che volete staccarvi.
    Poi un giorno quando avrete lo stato centrale spostato piu a nord mi direte quanto il mondo é migliorato.
    p.s. sempre fiera di essere terrona, immigrata, femminista, antifascista.

    Buenos dias!

  5. Alfredo Gatta
    21 settembre 2013

    Quanta confusione nella sua testa gentile signora! Prima dice di disinteressarsi della questione indipendentista catalana e poi ne rivendica il suo orientamento repubblicano di sinistra, si dichiara anti-fascista ma poi si lancia nei più arditi proclami nazionalistici italiani e franchisti. Non vi è possibilità di dialogo costruttivo con lei visto che, a prescindere da qualsiasi cosa noi diciamo, lei ci vede come un gruppo di omofobi e xenofobi (cosa c’entrava altrimenti il definirsi femminista?).
    P.s. Sempre fiero di essere Lombardo , antifascista e di vivere nella mia terra.

  6. Davide
    21 settembre 2013

    Mi scusi Sig.ra Romi, cosa significa essere fieri di essere immigrati? nn che ci sia nulla di cui vergognarsi per carità, ma non vedo nemmeno che ci sia di vantarsi! e lo dico da migrante sia chiaro.
    Lei è fiera di un sacco di cose futili a mio avviso, anacronistiche e da tifosi della politica retorica e demagogica, ed ha il coraggio di accusare noi di essere dei fanatisti legati al territorio. Da amante della mia terra e della mia comunità lo posso acettare, anche se gradirei specificasse in che saremmo fanatici, ma per favore, prima di si informi sul nostro operato, sui programmi e sulle rivendicazioni.
    Sicuramente resterà comunque della sua opinione che della nostra battaglia non le freghi un pepino, ma la assicuro che imparerebbe a rispettarci perchè oltre al senso di appartenenza alla nostra terra abbiamo anche discorsi un pelino piu pragmatici:
    Siamo consapevoli che non basti ridefinire i confini per migliorare le condizioni sociali e politiche del nostro territorio, ma sicuramente crediamo che già di per se sia un passo avanti.
    Oltre ai vantaggi di uno stato piccolo alla luce delle nuove economie allargate i principi di democrazia diretta saranno il bilanciere tra libertà ed ugualianza, unico modo per sopravvivere nella società globalizzata. Che piaccia o meno la globalizzazione sociale ed economica noi proponiamo un modo per affrontarla.
    Purtroppo le volontà indipendentiste sono state prese a dominio esclusivo della Lega che ha funzionato da convogliatore e dissinnesco per certi discorsi. Lei ce lo dimostra una volta di più.
    Sicuramente tra gli attivisti vi sono per lo più nazionalisti e destroidi (da un tessuto sociale in cui la piccola e media impresa ha garantito benessere diffuso lei che si aspetterebbe?) ma le assicuro che ci sono molti sinistroidi che si ritengono identitari e non rappresentati dallo stato italiano. O crede che dovremmo essere fieri dello stato italiano?
    Per concludere eviti sarcasmo e superbia ed impari l’educazione: siccome non lo conosce smetta di peragonare questo movimento alla lega e questa base a quella leghista.
    Saluti

    P.S.
    mi faccia spaere quando inizierà lei a fare qualcosa per migliorare il mondo, intanto noi continueremo con l’illusione di migliorare la nostra comunità.

  7. Nicola Di Luca
    21 settembre 2013

    Cara romi, i suoi preconcetti e pregiudizi sono molto imbarazzanti e provo appunto un forte imbarazzo empatico a leggere le sue sentenze basate sul nulla.

    Prima di parlare di un qualcosa sarebbe meglio conoscerlo invece che sparare a zero dal basso della propria ignoranza; ora risponderò a ogni sua illazione in toni garbati e rispettosi, anche se devo ammettere che è molto difficile visto il suo modo di porsi.

    “non é vero che gli indipendentisti hanno vinto le elezioni (il partito che ha vinto si CIU ed é di centro)”
    I partiti che in campagna elettorale si erano schierati a favore della consultazione referendaria (quindi poco ci importa se prima non lo erano) hanno conquistato 74 seggi su 135, quindi la maggioranza assoluta.
    Penso non ci sia altro da aggiungere.

    “a me personalmente della patria dell’indipendenza catalana e di quella lombarda mi interessa un pepino, sono contro ogni tipo di fanatismo inutile legato al territorio e non. La propaganda che si fa in cataluña della maggior parte dei partiti indipendentisti, ecco rimane pura e mera propaganda, strumento di distrazione. Mentre lo stesso Más agita gli animi dalla finestra, continua a tagliare soldi allo stato sociale.”
    Ma una persona così saccente come lei, come fa a non arrivarci da sola del perchè Mas taglia lo stato sociale?
    Questo accade perchè la Catalogna non ha un sistema fiscale autonomo e deve trasferire le tasse a Madrid che sistematicamente restituisce alla Generalitat meno servizi rispetto a quello che incassa.
    Innumerevoli proposte della Catalogna rivolte a Madrid per difendersi da questa situazione sono state rigettate o sovvertite dalle sentenze. Nel 2005 il Parlamento regionale catalano ha approvato un nuovo Statuto d’Autonomia delineando i poteri che avrebbero dovuto essere delegati alla regione.
    Il Parlamento spagnolo lo ha approvato nel 2006, anche se solo dopo averne rimosso gli elementi chiave. Ciò nonostante, il popolo catalano ha approvato la versione annacquata tramite un referendum nel 2006, visto che poco era meglio di niente. Poi nel 2010 la Corte Costituzionale spagnola unilateralmente ha ovviamente revocato e riscritto le sezioni cruciali dello Statuto.
    In poche parole i catalani sono stanchi di pagare per gli altri, soprattutto in un periodo dove il benessere viene a mancare anche a loro.
    QUESTO LE SEMBRA COME DICE LEI un “fanatismo inutile legato al territorio e non?
    Se così fosse mi piacerebbe sottrarle una parte della sua busta paga per darla a me che guadagno di meno, e in caso di una sua protesta mi piacerebbe accusarla di “fanatismo inutile legato al vil denaro!”.

    “In ogni caso, preferisco prendermi della legaiola ma continuare 1) a essere indipendente io da queste vecchie chimere fasciste”.
    Se per lei richiedere di essere padroni di fare ciò che si vuole sul proprio territorio e con i propri soldi senza rendere conto a un potere centralizzato a centinaia di km di distanza è essere fascista, forse dovrebbe riprendere in mano il Sussidiario e leggere le paginette del ventennio: probabilmente quando a scuola trattavano l’argomento era assente.

    “Autodeterminatevi pure, a me importa poco. il tipo di sistema politico rimarrebbe lo stesso, e quindi nulla cambierebbe.”
    Come ho scritto sopra, lei deve imparare a conoscere le cose prima di giudicarle perchè le figuracce che sta collezionando cominciano ad essere un po’ troppe.
    Noi di proLombardia parliamo di indipendenza, ma anche di quello che dovrà essere il dopo che è appunto l’esatto OPPOSTO del sistema politico attuale.
    Non starò qui a spiegarle tutto perchè mi ci vorrebbero 20 commenti, posso solo dirle che noi parliamo di federalismo e di democrazia diretta.
    Un ordinamento federalista è esattamente l’opposto di quello dell’attuale pseudo repubblica italiana: è un sistema che frammenta il potere su tutto il territorio, che sale dal basso verso l’alto dove i politici diventano gli esecutori della volontà popolare (manifestata tramite la democrazia diretta) e sono al servizio di quest’ultima, non come oggi dove siamo liberi di decidere solo da chi farci comandare per poi subire le decisioni della classe politica fino alle elezioni successive.
    Un ordinamento federalista non prevede capitali padrone che decidono cosa deve fare una comunità posta a centinaia di km, non prevede diramazioni vassallatiche dello stato centrale sul territorio: tutto ciò non può dar luogo a tutte quelle corporazioni statali come i partiti che sono padroni di fare quello che vogliono con le nostre tasse e il nostro futuro.
    Le consiglio di studiarsi un po’ come funzione la Confederazione Elvetica e potrà vedere quello che noi proponiamo che è leggermente diverso dallo status quo.

    Cara romi, come vede è meglio tacere dando l’impressione di essere ignoranti
    piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio.
    Aspetto con ansia delle sue argomentazioni per dimostrare come i suoi precedenti post siano nella ragione 😉

  8. romi
    21 settembre 2013

    oh finalmente un po di coerenza. Devo dire che, Davide, mi sembra tutto corretto quello che lei ha scritto, e allora mi scuso per avervi paragonato alla lega, pensavo che il ceppo fosse lo stesso e mi complimento allora con voi per aver costruito una forza politica indipendente da quest’ultima, che a mio avviso, non fa altro che provocare vergogna e sgomento generalizzata. Per il resto, lavoro nell’ufficio immigrazione di Barcellona, metto a disposizione il mio tempo la mia forza e la mia vita per accompagnare il processo di integrazione di tutti coloro che ne hanno bisogno e questa é il mio qualcosa per migliorare il mondo. Non c’è`nulla di cui essere orgogliosi dello stato italiano, ma proprio per niente, per me é una vergogna costante, soprattutto al cospetto di tutti coloro che ormai associano italia a mafia e berlusconi,o pensando a mia madre, impiegata statale che non prende lo stipendio da 3 mesi o a mio padre, che schiacciato dalle tasse che lo stato ( volevo farvi notare che la lega e il pdl sono al governo da 20 anni) é indebitato fino al collo. La mia presa di posizione rispetto al fanatismo, si riferisce all’appartenenza territoriale e alla sua acida difesa, che per quanto mi riguarda sono concetti antichi quanto inutili e forvianti da una visione un po piu aperta del mondo. Mi interesso della questione catalana in quanto vivo in cataluña, ma non ne condivido ne il modus ne le ragioni, questo non significa che difendo il franchismo, sinceramente non capisco il nesso. Sono fiera di essere terrona, perche prescindo dall’idea nordista o leghista o chiamatela come volete, che si ha del sud e della gente del sud. Sono fiera di essere femminista e lo dico a voce alta, in Italia il tema sulla violenza di genere non é minimamente toccato da nessuna forza politica, né di destra (e che te lo dico a fa) ne da sinistra (peggio che andar di notte) e l’ho scritto perche per me questi si che sono temi su cui vale la pena lottare. Spero che la vostra non rimanga un illusione, di migliorare la vostra comunitá, pero spero anche che con il tempo riusciate a lasciare da parte la mera questione territoriale, 2 km piú giú fa bene lo stesso fare del bene.
    E poi vorrei sapere, qual é la vostra posizione sul tema immigrazione, scuola, donna e omosessualitá, cosí giusto per sapere se davvero mi sono sbagliata su di voi.
    Ultima cosa, non lascio sarcasmo e superbia, sempre e quando sono funzionali al confronto.
    Ultimissima cosa: da un tessuto sociale in cui il benessere é garantito dalla piccola e media impresa, mi aspetto gente ragionevole, e non capre di destra, con mentalitá retrogada e capitalista.

  9. Davide
    22 settembre 2013

    Vedo con piacere che i toni sono diventati più disponibili anche se mi fa sorridere la sua ardua difesa anche dei suoi atteggiamenti oltre che delle idee;
    Comunque cerco di essere breve ma dubito di farcela:
    Il nostro è un movimento e non un partito tipico; i punti chiave sono
    -la completa indipendenza della lombardia
    -attuazione per mezzo dello strumento della democrazzia diretta
    I confini sono quelli della lombardia amministrativa, ma l’accesso sarebbe possivbile anche a comunità vicine, previa conferma di entrambe le parti, il nostro riferimento è la confederazione elvetica.
    Nel caso specifico di un gruppo a livello comunale stiamo lavorando appunto per la modifica dello statuto e l’inserimento di strumenti referendari vincolanti e di partecipazione ed iniziativa popolare.

    Riguardo a temi amministrativi l’indirizzo è quello di tutela del contribuente e della comunità di riferimento, vi ancora un dialogo su quale forma amministrativa sarebbe la migliore (sistema federale o confederato), temi più specifici sono un tabu nella politica italiana, e a noi non interessa prendere posizioni ideologiche (politica monetaria, welfare, istruzione); riguardo i temi etici non vi è pure una presa di posizione specifica.
    Siamo dell’idea che prima di tutto vada modificato il metodo di accesso alla democrazia.Dopodichè ognuno, all’interno della propria comunità si esprima sui vari questiti; ognuno di noi ha una sua sensibilità una situazione sociale ed un suo background di esperienze che lo porta a valutare le situazioni a proprio modo. noi vogliamo che siano i cittadini a scegliere; anche se la scelta della collettività non sarà conforme alla nostra personale.
    Voltaire disse che avrebbe dato la vita affinche il suo interlocutore potesse esprimere il suo pensiero, noi andiamo oltre, lo facciamo affinche il nostro interlocutore possa manifestarlo tramite il voto.
    Ormai tutti abbiamo raggiunto un livello di istruzione che permette a chiunque di potersi informare e valutare con la propria coscenza. Una morale condivisa eliminerebbe speculatori, e interessi di pochi centri di potere, inoltre sarebbe più semplice accettare eventuali errori e tornare sui propri passi.

    Sicuramente certe problematiche esistono e vanno affrontate, e non in modo superficiale, dicotomico e forviante come proposto dai media. e non è nemmeno detto che quello che sarà il nuovo Stato dovrà per forza imporre una posizione.
    Senza entrare nello specifico di tutti i punti da lei elencati mi limito a proporle un analisi di uno che per ovvi accostamenti diventa di cruciale importanza per il nostro movimento, l’immigrazione: è un problema ed una risorsa, per entrambe le parti; sicuramente nessuno di noi le dirà che sostiene la libera circolazione degli individui senza controllo, ma siamo consapevoli che se le nostre aziende sono state concorrenziali è stato anche grazie alla manodopera a costi inferiori, e che i primi fautori del problema siamo stati noi stessi. Premesso questo non vi è ancora una proposta di legge in tema (come non vi è in italia) ma sicuramnete c’è la consapevolezza che se ora non è un emergenza, è proprio il momento migliore per stendere delle regole, struttre, azioni, a gestione del fenomeno.

    Oggi siamo uniti nel protrarre un ideale comune ci troveremmo a fronteggiarci e a fare propaganda (nel senso positivo del terrmine) per delle decisioni specifiche. In questo modo credo che il dialogo ed il confronto sarebbero più semplici, e liberi dai giochi di interessi autoreferenziali tipici della partitocrazia. Siamo consapevoli che siano obbiettivi ambiziosi, ma non abbiamo fretta, non dobbiamo arrivarci domani, già solo pensare di lavorare nella direzione giusta ci appaga, e se veramente saremo nel giusto, arriveranno anche i risultai.

    Non sto a riportarle ciò che abbiamo fatto per il sociale e a chi abbiamo dato una mano con iniziative di volontariato, sembrerebbe di averlo fatto per publicizzarsi, e probabilmente abbiamo fatto ancora poco.

    Volevo essere breve e mi ritrovo ad avere riscritto quasi un manifesto, spero di non averla tediata e di essere stato esaustivo.

    La saluto dall’estremo oriente.
    Davide

  10. Davide
    22 settembre 2013

    P.S.
    Spero di non essere apparso una capra (di destra o di sinistra cambia solo il colore del pelo) con mentalità retrogada e capitalista. Sicuramente tradizionalista più che conservatrice, identitaria piàù che nazionalista, anarchica più che statalista.
    N:B:
    Odio usare questi termini perchè hanno assunto significati specifici dettati dalla propaganda che ne riduce il campo semantico.
    😀

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Questa voce è stata pubblicata il 15 settembre 2013 da .

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