IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Brescia Patria: i Bresciani prendano esempio dai Veneti.

BRESCIA-PATRIA

Fonte: BresciaOggi

Giancarlo Orini, nume tutelare di Brescia Patria – gruppo di cittadini che ha per obiettivo l’autodeterminazione e l’indipendenza dei territori bresciani dallo Stato italiano – ha partecipato, in veste di ospite, al convegno che a Vedelago, in provincia di Treviso, ha visto muovere i primi passi del comuitato «Il Veneto Decida», costituito da movimenti politici, associazioni culturali e identitarie tutti accumunati da una finalità comune: consentire al popolo veneto di votare per il proprio futuro. «Sono tornato a casa portando con me una sensazione di avvilimento – racconta Orini -: la sala era gremita da 600 persone, a Vedelago si è respirata un’atmosfera di entusiasmo da noi impensabile». Lo scoramento nasce da qui, dal confronto, e per Orini è da addebitare ai bresciani, che definisce «un popolo pongo, come quel materiale plastico che si può modellare a piacimento, gente priva della capacità di reagire che, nonostante l’imminente disastro finale che si staglia all’orizzonte, non coglie la gravità della situazione».

I MOVIMENTI riunitisi a Vedelago si sono dati un compito: lavorare alacremente affichè il Consiglio regionale che ha sede a Venezia approvi il progetto di legge numero 342, che indice il referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto. Il 17 settembre l’assemblea di palazzo Ferro-Fini, sul Canal Grande, sarà chiamata a votare sul referendum. Ma il seme gettato al di là dell’Adige secondo Orini è lontano dal germogliare in Lombardia: «Purtroppo nella nostra regione un entusiasmo trascinante come quello che ho avvertito a Vedelago al momento è pura utopia – si rammarica -. Dirigenti e militanti di Indipendenza Veneta, però, mi vogliono bene e sono disposti a venire a Brescia per darmi un aiuto concreto affinché anche nella nostra città si sviluppino le prerogative per un percorso che porti il nostro popolo a scegliere dove e come stare».

Il bresciano Carlo Lottieri, animatore dell’associazione Diritto di Voto, ha messo in guardia gli «amici veneti» su due questioni: «Innanzitutto – spiega – il referendum va abbinato a una consultazione come le Europee del 2014, unica garanzia di una massiccia presenza alle urne; in secondo luogo serve una definizione inattaccabile del quesito referendario, preservandone l’ammissibilità». Ma – ci si chiede – è plausibile ipotizzare che un giorno sia consentito a 4 milioni di veneti di optare per la separazione delle loro terre dallo Stato italiano? Orini non ha dubbi: «L’autodeterminazione di un popolo è sancita dal diritto internazionale, Roma non potrà impedirlo».

 

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Questa voce è stata pubblicata il 9 settembre 2013 da .

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