IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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F.R. ( Federalismo Regionale): CRISI ECONOMICA MONDIALE E VENTI DI GUERRA.

FEDERALISMO REGIONALE

 

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

La popolazione mondiale aumenterà in modo esponenziale, sino a 10 miliardi di individui entro il 2083.

Le Nazioni Unite stimano che se la popolazione attuale continuerà con la stessa tendenza nei consumi, dal 2.030 in poi, avremo bisogno di una produzione alimentare equivalente al doppio dell’attuale produzione del pianeta per sostenerci.”

Il potere costituito delle economie occidentali, dopo oltre 40 anni di supremazia globale ed aver consentito alla sua gente di vivere ben al di sopra delle proprie possibilità, riconosce una frattura nello status quo. E ne è terrorizzato!

Nuovi Paesi, sino a ieri considerati terzo mondo, si stanno inesorabilmente affacciando sulla scena mondiale minando seriamente la stabilità dei mercati occidentali e il combinato disposto tra queste fameliche presenze e il loro smisurato aumento demografico, aggiunge ansie ad una civiltà ormai decadente nella quale è la gerontologia a farla da padrona.

La rottura degli attuali equilibri costituirebbe un caos intollerabile per chi oggi è al potere che vedrebbe, nella nuova condizione, la privazione dei privilegi vigenti.

Il denaro è potere e chi lo possiede è potente. Un’equazione inequivocabile e tragica, considerato che il detentore del potere difficilmente è disposto a ritirarsi in buon ordine.

Di fatto: i “potenti” del mondo sacrificheranno la parte restante della popolazione mondiale per mantenere la loro condizione e, per evitare il collasso, costringeranno alla recessione i popoli da loro governati. Per ottenere questo risultato è stata creata la crisi e noi vedremo, nei prossimi decenni, un’autentica inversione di rotta nel nostro tenore di vita, con conseguente cancellazione del tanto sbandierato ceto medio.

Inoltre, siccome attraverso la crisi è possibile diminuire la sovranità popolare delle nazioni e centralizzare maggiormente il potere decisionale in un numero sempre più ristretto di persone, la centralità di tale potere consentirà di aumentare la rapidità e l’intensità di controllo sulla popolazione. Poi, se neppure la crisi dovesse bastare, non si farà altro che ricorrere a metodi drastici per diminuire la popolazione mondiale: la guerra.

 Di fatto, come la storia ci insegna, la guerra consentirebbe di:

Diminuire la popolazione mondiale;

Entrare in possesso delle risorse dei paesi sconfitti

Creare un nuovo ordine politico globale che assicuri più solidità di potere ai gruppi vincenti;

Continuare ad imporre ai Paesi sconfitti le proprie regole.

 

A conforto di quanto sopra una semplice domanda: perché da più parti ormai si parla sempre più insistentemente di moneta unica mondiale e focolai di guerra disseminati su tutto il pianeta rischiano a breve l’epilogo di un terzo conflitto globale?

La risposta nell’attualità congiunturale: venti di guerra all’orizzonte.

 

Carlo Finazzi, Presidente federale F.R.

FEDERALISMO REGIONALE

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Questa voce è stata pubblicata il 3 settembre 2013 da .

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