IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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La cruna dell’ago di CoLoR44 e degli indipendentisti lombardi.

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FONTE: http://www.labissa.com

di CLAUDIO BOLLENTINI

Lo spunto per questa riflessione me lo ha dato una citazione che ho trovato pubblicata ieri su tanti profili di facebook in concomitanza con la votazione da parte del consiglio comunale di Adro (BS) della mozione presentata dal gruppo della Lega Nord di tale comune che appoggia la proposta per un referendum per l’indipendenza della Lombardia, in sostanza la risoluzione preparata da CoLoR44 (Comitato Lombardo Risoluzione 44). “Lasciare che la Lega Nord di Adro (e la Lega Nord in generale) presenti il referendum per l’indipendenza della Lombardia promosso da Color44, è la sconfitta di chi rappresenta quella parte della politica che, a suo tempo, fu in prima linea nella battaglia per l’inserimento nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del principio di autodeterminazione dei popoli. È una sconfitta della sinistra lombarda. È una sconfitta per la democrazia tutta”. Nei post pubblicati nelle bacheche di facebook si sprecano attacchi e commenti più o meno duri contro la sinistra e la sua chiusura nei confronti della battaglia politica per l’indipendenza, ma la sensazione è che chi dovrebbe guardare la luna stia invece guardando il dito di chi indica la strada verso l’indipendenza. Il problema, l’ostacolo che vedo, non è la sinistra e il suo legittimo dissenso, ma la prospettiva che la Lega diventi sponsor politico dell’operazione.

Il rischio per il successo della operazione politica e culturale di CoLoR44 è infatti la politicizzazione strumentale da parte della Lega oggi e magari anche di qualcun altro in futuro. La prospettiva che la battaglia referendaria e indipendentista sia ridotta ad argomento buono per riempire un programma a corto di idee o, peggio, per preparare una candidatura per il congresso leghista prossimo venturo, è ahimè reale. Nel variegato universo indipendentista lombardo c’è di tutto, partiti, movimenti, associazioni culturali, gruppi informali. Ognuno con la propria peculiarità, alcuni veramente autonomi e liberi da condizionamenti, altri forse un po’ meno, magari appoggiati da qualche giornalista eterodiretto. In questo scenario, è inutile far finta di niente, c’è anche chi pensa alla propria sopravvivenza politica o alla ricerca di facili scorciatoie per riciclarsi politicamente. La calotta leghista perde iceberg ogni giorno, c’è confusione in merito alla linea politica, non c’è chiarezza sul futuro e qualcuno opportunamente si guarda intorno. Incombono scadenze elettorali importanti, a cominciare dal rinnovo di migliaia di piccoli comuni nel 2014 dove la Lega Nord rischia un haircut di rappresentanza senza precedenti e che potrebbe innescare una pericolosa e definitiva involuzione. Nel 2013 prima si è parlato di Macroregione, poi di Lobby del Nord, poi di Cantone cisalpino, poi quando la fantasia è finita ci si è scagliati contro la Kyenge utilizzandola come foglia di fico politica per parlare di qualcosa e coprire il vuoto totale, ma è una palliativo destinato a durare poco. Il fatto è che non interessa a nessuno colpire politicamente la Kyenge ed eliminare il suo ministero, ma interessa invece sentire proposte serie e costruttive per l’immigrazione. Ma questa è un’altra storia, non mi dilungo. E’ scontato quindi che molti trovino nella battaglia referendaria per l’indipendenza una nuova parola d’ordine, un facile escamotage per rifarsi una verginità e per riempire il vuoto ideale lasciato da anni di insuccessi mediatici e politici.

E’ però un dato di fatto che senza il collateralismo leghista, il consenso in uscita da tale movimento, non si sarebbe aggregato un granchè intorno alla battaglia referendaria indipendentista di CoLoR44 e tutto sarebbe stato confinato ad un esercizio accademico, ad un sogno da riporre velocemente nel cassetto. Si parla di oltre 4000 adesioni raccolte, stento a credere che si sarebbe raggiunto lo stesso risultato senza la raccolta delle firme nelle feste padane con il compiacente assenso dei vari capetti ed amministratori locali leghisti. Un prezzo politico andava sicuramente messo in conto, ma un’altra storia sarebbe che qualcuno ci mettesse formalmente il cappello sopra e leghizzasse la battaglia referendaria. Sarebbe la morte in culla dell’indipendentismo lombardo o per lo meno dell’iniziativa di CoLoR44. Della Lega originaria è rimasto solo il nome, ma i leghisti ci sono ancora. Per vincere ci vogliono i numeri e la Lega sicuramente può garantire un bacino di militanza e consenso ancora importante, ma ci vuole anche credibilità, onestà intellettuale e spessore nel fare le proposte, nel difenderle e nel portarle al successo. Non esistono più uomini e partiti per tutte le stagioni.

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3 commenti su “La cruna dell’ago di CoLoR44 e degli indipendentisti lombardi.

  1. Il rischio che Color44 sia diventata una corrente della Lega Nord è ormai conclamato….è una realtà

  2. Mario Zanardini
    31 agosto 2013

    Concordo. Il ‘cappello leghista’ sarebbe la fine per il progetto CoLoR44. Bisogna allargare il consenso sul concetto steso di Diritto al voto, a destra come a sinistra. E proprio in questa direzione si sta operando. Ma, ricordiamocelo, gli assenti hanno sempre torto. È troppo facile star fuori e criticare perché molti leghisti hanno aderito (e mi sarei stupito del contrario).

  3. Daniele Roscia
    31 agosto 2013

    Senza la politica rappresentativa ed un forte partito indipendentista rappresentato nei consessi lombardi, la battaglia indipendentista sarebbe perdente in partenza. Associazioni, comitati e organismi similari fanno girare solo l’aria, solo con la presenza istituzionale dei nostri rappresentanti tale da condizionare gli altri partititi itagliani è possibile pensare ad una svolta di tipo catalano o scozzese, di fatto in quelle regioni sono fortemente rappresentati i partiti indipendentisti. La demagogia ed il populismo anticasta di chi critica i rappresentanti politici eletti democraticamente è dannoso e controproducente, già in Veneto é fallita la pretesa di avvalersi dei consiglieri eletti di altri partiti itagliani (Lega compresa) per approvare una legge che indica un referendum di autodeterminazione. In Lombardia sarà lo stesso, gli Odg di Color44 saranno pure approvati da tanti comuni e provincie lombarde, ma non arriveranno mai ad un accordo politico ” di maggioranza” tale da realizzare il fatidico referendum. Nasce l’esigenza di un vasto partito indipendentista, alla fine qualsiasi organizzazione presente sul territorio, si renderà conto dell’ininfluenza delle singole e limitate sigle. A dispetto dei tanti che credono che la politica non si debba fare con i partiti, sono ampiamente convinto che senza partiti non esista la democrazia e tantomeno la possibilità della prova referendaria.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 agosto 2013 da .

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