IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Riflessione indipendentista sul primo consiglio comunale della nuova amministrazione della città di Brescia.

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Lunedì primo Luglio 2013 alle ore 9.30, è iniziata ufficialmente a Brescia, per conto dello Stato italiano, l’amministrazione di centro-sinistra con a capo il sindaco On. Emilio Del Bono. Come noto Pro Lombardia Indipendenza, movimento indipendentista lombardo, non ha partecipato alla tornata elettorale. Il nostro movimento è ancora giovane e, nonostante il progetto politico da noi elaborato sia chiaro ed ambizioso, non eravamo ancora pronti per presentare ai cittadini bresciani una proposta amministrativa autonoma e completa in ogni aspetto e sicuramente l’alternativa di elemosinare, come qualche pseudo indipendentista  ha fatto, un posticino nelle liste tradizionali che altro non sono che l’espressione degli interessi e dello sfruttamento dello Stato italiano all’interno del nostro territorio, era una prospettiva che per nulla c’interessava. Per noi l’indipendenza della Lombardia è l’unica soluzione per uscire dal baratro sociale ed economico in cui stiamo progressivamente sprofondando, per cui ce ne guardiamo bene dallo stringere qualsiasi tipo d’accordo con coloro che sono stati i primi artefici di questo disastro. Come ulteriore logica conseguenza  non è stata data  da parte nostra ai cittadini bresciani alcuna indicazione di voto, dal momento che nessun candidato sindaco ha espresso neanche in minima misura le nostre istanze. Ad onore del vero all’interno della lista del movimento “Nord italiano” denominato Lega Nord-Lega Lombarda, qualche personaggio ha provato per l’ennesima volta a darsi una spolverata indipendentista sventolando la nostra amata bandiera  con la croce di  S. Giorgio  o raccogliendo in improvvisati banchetti  firme per un  improbabile referendum per l’autodeterminazione della nostra terra, tuttavia sono risultati così poco credibili  da  riscuotere nessun  consenso. Uno scenario così desolante per la nostra visione politica però non deve esimerci  per i prossimi cinque anni dal seguire l’operato di questa amministrazione, d’altronde nostro malgrado siamo “cittadini italiani”, di conseguenza questi signori governeranno, per quanto in loro potere, sulle teste dei Lombardi bresciani comprese le nostre. Per cui sarà nostro impegno seguire tra il pubblico o via web  i lavori  nelle varie sedute del consiglio comunale, evidenziando problemi e lacune e naturalmente cercando di formulare anche delle nostre  proposte. Dobbiamo altresì precisare che il raggio d’azione di un qualsiasi sindaco lombardo è alquanto limitato, rimandiamo per maggiori informazioni e approfondimenti sulla questione allo scritto già presente su questo blog che evidenzia l’insostenibile cappio fiscale determinato dal “patto di stabilità” che opprime i comuni lombardi anche se virtuosi nel bilancio.

Fatte tutte queste premesse veniamo al breve resoconto della giornata. L’atmosfera è stata quella da  primo giorno di scuola, tant’è che l’appello iniziale effettuato dal presidente provvisorio Parenza  ha registrato   il “tutti presenti” , siamo sicuri che un fatto del genere  in futuro  capiterà ben  poche volte e vedremo alla resa dei conti chi rimarrà ad occuparsi di Brescia  o preferirà altri incarichi più remunerativi. I lavori si sono incentrati sulle formalità dell’elezione dei membri della commissione elettorale e  del nuovo presidente del consiglio comunale (risultato Ungari del PD). Abbiamo assistito al classico ripetitivo  teatrino polemico sull’opportunità di dare la presidenza all’opposizione in nome della “garanzia democratica” o ad una donna in nome delle “quote rosa”. Il momento di più grande impatto e atmosfera avrebbe dovuto essere il giuramento del nuovo sindaco ma  l’episodio si è rilevato per lo più  divertente (per quanto ci sia poco da ridere) visto che l’On Del Bono, accorgendosi fosse arrivato il momento solenne,  ha sfilato  da sotto il tavolo l’immancabile fascia tricolorita e una volta aggiustata  sulla spalla della sua giacca di buona sartoria ha giurato  fedeltà alla Costituzione italiana con formula “ministeriale” (lapsus freudiano?). Ovviamente una volta finito di posare per la  schiera di fotografi il neo sindaco ha ributtato con notevole “amor patrio”  la fascia sotto il tavolo  pronta per  essere usata in qualche  futuro taglio di nastro inaugurale. L’unico dato della giornata che può avere realmente interessato i Bresciani è l’accenno alla questione Caffaro. Infatti  è stato annunciato “in esclusiva” che Sesana ex direttore Arpa Brescia, già scartato per l’assessorato all’Ambiente, sarà  nominato commissario per il sito Caffaro. Segno che parrebbe indicare che la bonifica dei veleni  sia realmente tra le priorità di maggioranza e opposizione, peccato solamente per qualche piccolo dettaglio: nessuno sa come, in quanto tempo e quanto possa costare  realizzare la bonifica. Ciliegina sulla torta il fatto che la Caffaro sia  sito “d’interesse nazionale”, quindi Sesana potrà anche essere Mandrake ma in ogni caso dovrà fare i conti con Roma e il Ministero dell’Ambiente per portare avanti qualsiasi tipo d’ iniziativa, e  noi  Lombardi ben sappiamo cosa ci  accade quando subentra  l’interessamento dello Stato italiano.

di ALFREDO GATTA ( pro Lombardia indipendenza)

pro lombardia piccolissimo

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Questa voce è stata pubblicata il 9 luglio 2013 da .

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