IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Autonomia ed euro, Maroni promuove i referendum. Ma qualcosa non quadra.

travagliato lega pdl

 

Fonte: http://www.labissa.com

Nel passato fine di settimana si è tenuto a Varese il Festival annuale di Terra Insubre, quest’anno incentrato su argomenti e tematiche inerenti l’autonomia, l’autodeterminazione dei popoli, l’indipendenza. Temi spinosi ed attuali trattati in modo rigoroso da un “parterre di habituè” di storici, politici, giornalisti e cultori della materia.

Ha chiuso la manifestazione Roberto Maroni con un intervento che ha cercato di tracciare i contorni del suo progetto di Nord.

Una Lombardia sempre più autonoma, magari anche indipendente. Che trattenga il gettito fiscale sul territorio. Ma decida pure su materie che non sono di competenza regionale, come il futuro dell’euro. È quanto Roberto Maroni in sintesi vuole, a tal punto da aver invocato una serie di referendum consultivi nell’area di quella che lui chiama la “macroregione del Nord” da tenersi prima del 2014. Maroni ha anche materialmente firmato una petizione promossa da ‘CoLor44’ per indire un referendum per l’indipendenza della Lombardia tramite una risoluzione del consiglio regionale per l’autodeterminazione. “Il nostro principio – ha spiegato – è che il popolo è sovrano”.
Anche per questo Maroni ha annunciato che la Giunta regionale “sta lavorando per chiedere a questo popolo sovrano che cosa ne pensa dell’euro e della macroregione stessa, oltre che su altri temi”, mentre in queste ore sarà lui stesso a Roma coi presidenti (leghisti) di Veneto e Piemonte al premier Enrico Letta di aprire “un tavolo di lavoro per lasciare al nord il 75% del gettito fiscale”. Parole di battaglia, pronunciate davanti a una platea non casuale, che hanno provocato già le critiche dell’opposizione. “Interessante sapere che cosa ne pensano i suoi alleati in Regione – ha detto il capogruppo del Pd, Alessandro Alfieri -. Per quanto ci riguarda i referendum di cui parla Maroni sarebbero inutili, solo un grande spreco di soldi”.

Per quanto riguarda l’euro Maroni ha ribadito di ”non essere contro l’euro”, ma anche di ritenere che ”sarebbe utile abbinare alle europee dell’anno prossimo un referendum in tutti i paesi che lo vogliono per dire si/no” alla moneta unica, proposta su cui il carroccio ha di recente raccolto anche firme.

Confermando questa convinzione, il leader della Lega ha comunque aggiunto di pensare che questo tipo di ”referendum non si fara perche’ i governi europei ne hanno paura”. Anche da questo, ha spiegato Maroni, nasce l’idea di una consultazione a livello di regioni del nord: ”era nel mio programma il principio di organizzare referendum consultivi su temi che riguardano la regione anche su quelli non di stretta competenza regionale”.

Fin qui la cronaca della giornata. Tentando di trarne delle conclusioni e tenendo ben a mente cosa chiede la “pancia” del Nord, il verbo maroniano lascia un po’ interdetti e perplessi. Tra un governo Letta composto da burocrati che pensano solo ad introdurre il redditometro ed un governatore lombardo che immagina inutili referendum consultivi, c’è da tremare a pensare al futuro. E’ il solito teatrino, da una parte si dice che si è d’accordo con l’euro, dall’altra si dice di voler fare un referendum per vedere cosa ne pensa il popolo. Del tipo: le tasse sono inevitabili, ma proviamo a fare un referendum per capire se il popolo vuole abolirle. Lo stesso discorso vale per quanto riguarda le ormai incessanti ed improrogabili richieste di autonomia del Nord o di parte di esso. Non costa niente firmare una petizione, tanto domani è un altro giorno e la politica è comunque l’arte della mediazione culturale e tra interessi, un colpo al cerchio ed uno alla botte. Ma poi non si lamentino se la Lega si è svuotata e corre spedita verso percentuali irrisorie. Rimanendo alla Lega, si parla di indipendenza e nuovi scenari statuali, ma poi prevale la “Lega di governo” interessata a ben altri disegni. Il problema è proprio lì, la formazione del consenso e la credibilità di chi lo interpreta. E’ chiaro che il mondo autonomista, composto da tante persone di ottima qualità e grande forza di volontà, possa ottenere in termini di risultati ben poco se non ci sono movimenti e partiti che ne veicolino idee e progetti e li trasformino in programmi e linee politiche fattibili. E la Lega non appare in grado di interpretare queste nuove tendenze, tanto meno l’attuale leadership leghista a tutti i livelli.

La congiuntura attuale non è per eroi ottocenteschi che sognano nuovi risorgimenti nazionali. Nonostante alcune idee e progetti siano affascinanti, la realtà è molto più prosaica. Chi ha a che fare con il Nord, nel senso che parla e tratta quotidianamente con chi ogni giorno crea il Pil nel totale disinteresse della politica, quella popolazione che non va più alle urne perché vede le istituzioni come una casta autoreferenziale ingrassata dai privilegi, sa quello che intendo dire e parlo della stragrande maggioranza della popolazione del Nord. Le richieste di maggiore autonomia se non addirittura di indipendenza sono condivise a causa della crisi economica e delle istituzioni, del degrado e declino del paese in generale. Il cittadino medio del nord ha capito che maggiore autonomia significa stare meglio, tasse più basse, servizi migliori a costi più bassi, minori sprechi, maggiore controllo sulla classe politica e sui governanti. E’ più urgente quindi promuovere nella nostra società una rivoluzione liberale che porti il nord di questo scassato paese al livello del mondo più avanzato e progredito. Il resto non conta nulla, sono cause numericamente perse e le battaglie politiche si vincono sul campo e con i numeri altrimenti sono solo favole. E i referendum consultivi e altri giochini, li facciano pure, ma li paghino con i diamanti di Belsito.

di CLAUDIO BOLLENTINI

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Un commento su “Autonomia ed euro, Maroni promuove i referendum. Ma qualcosa non quadra.

  1. enzo
    4 giugno 2013

    no alle moschee…mio caro bobo!!!ci hanno sempre detto di impedirne le costruzioni,e tu cosa fai?? al primo incontro con la curia ti fai mettere i piedi in testa??prendi una chiara decisione e tira fuori i coglioni una volta per tutte in te stiamo vedendo qualcosa che nn va!!!dimostraci il contrario…

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Questa voce è stata pubblicata il 30 maggio 2013 da .

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