IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Così ho convinto Roberto Maroni a firmare per l’indipendenza della Lombardia.

 

lega3di Alessandro Storti

Ormai lo hanno letto parecchie centinaia di migliaia di persone. Il Presidente della Lombardia, Roberto Maroni, ha firmato la petizione di CoLoR44, che chiede allo stesso Presidente di aprire formalmente un percorso referendario, affinché ogni cittadino lombardo possa esprimere la propria opinione su un semplice quesito: “Vuoi che la Regione Lombardia si costituisca in Repubblica Lombarda indipendente?” I lettori si staranno chiedendo come sia possibile che il destinatario istituzionale di una petizione apponga la propria firma in calce alla stessa. Non è una domanda surreale, ma spiegheremo anche questo. Prima, qualche parola su come sono andati i fatti. Domenica 26 maggio, a distanza di due mesi dalla presentazione del Comitato Lombardo per la Risoluzione 44 (www.color44.org), sono stato invitato a Varese per parlare di Catalogna e Scozia. Insieme all’amico Alessandro Ciuti, coordinatore del Tea Party Lombardia e come me promotore di CoLoR44, abbiamo proposto alcuni paragoni fra le suddette situazioni e il caso lombardo. Al termine dei nostri interventi, moderati dall’eccellente Andrea Mascetti di Terra Insubre, ho pensato bene di riproporre un gesto fortemente simbolico, che già avevo mostrato il 23 marzo a Milano. Come fatto all’Hotel Admiral alla prima di CoLoR44, anche nella “città giardino” prealpina ho deciso di mostrare al pubblico una scheda referendaria autoprodotta, riportante il quesito indipendentista, e l’ho votata. Ho barrato il SI, se qualcuno avesse dubbi in merito. Non mi sono però limitato ad una sola scheda, come a Milano, ma ne ho fatte altre due per Ciuti e Mascetti che, devo riconoscere, hanno entusiasticamente accolto la possibilità di “votare”. E credo proprio abbiano scelto anche loro il SI, ma, per rispetto del principio della segretezza del voto, non posso dirlo con certezza… Chiuse le “votazioni”, ho raccolto le tre schede e le ho inserite in una busta già indirizzata a Maroni, che sullo stesso palco avrebbe parlato nel pomeriggio. Alla mia richiesta di consegnare la busta al Presidente lombardo, l’amico Mascetti mi ha detto di farlo direttamente. Così, io e Ciuti abbiamo pazientemente atteso che arrivasse la sessione pomeridiana del convegno e che Maroni rispondesse alle domande del giornalista Savoini. A quel punto, cogliendo la palla al balzo offerta dallo spazio per gli interventi dal pubblico, io e Ciuti ci siamo precipitati al tavolo dei relatori, dove con una certa sorpresa il Presidente della Lombardia ci ha guardati arrivare. Alternandoci al microfono, che il buon Mascetti ci ha prontamente passato, abbiamo estratto la busta con le schede, porgendola a un Maroni sempre più sorpreso, ma devo dire anche emotivamente coinvolto in questa specie di coup de théâtre indipendentista. Dopo le schede, Alessandro Ciuti ha sfoderato uno dei moduli per la petizione di CoLoR44 che avevamo portato con noi e lo ha dato al Presidente, al quale io ho detto che lo avremmo ritirato firmato. Così, Maroni, dopo averci stretto le mani, si è rimesso seduto per rispondere alle domande del pubblico e nel frattempo ha debitamente compilato e firmato il modulo, che io stesso ho di lì a poco ritirato, sempre dalle sue mani.

Così sono andati i fatti. In tutta onestà non mi sarei mai aspettato di tornare a casa da Varese con la firma del Presidente della Lombardia, nè si è trattato di azione studiata a tavolino, ché le schede referendarie autoprodotte ho deciso solo all’ultimo momento, nella mattina di domenica, di stamparle. Il bello della diretta, o quasi, come si usa dire. Ma a questo punto, tornando al dubbio iniziale, come spiegare questa firma di Maroni, che sembrerebbe perfino contraddittoria, essendo rivolta di fatto a se stesso?

Io credo che il Presidente della Lombardia abbia saputo cogliere l’attimo, manifestatosi quasi accidentalmente, per dare un segnale preciso a chi lo accusa di tentennare sul tema dell’autogoverno. La sua è la sola firma che, in effetti, non è rivolta a se stesso, bensì agli altri. Prendiamola, noi che le firme le stiamo raccogliendo, come una sorta di benedizione. Gli oppositori del diritto di decidere sullo status della nostra Regione la prendano, invece, come il segno che il Presidente della Regione più produttiva dello stato italiano, nonché una delle più produttive al mondo, è disposto a metterci la faccia, ad osare, a rischiare per intraprendere vie inedite nel confronto giuridico e istituzionale fra Regione e Stato. Del resto l’ha detto lui stesso e più volte nel suo intervento al convegno insubrico: il popolo è sovrano e su determinate tematiche deve essere posto in condizione di esprimersi democraticamente e liberamente. La forma dell’autogoverno è una di queste tematiche, per espressa ammissione del Presidente di Palazzo Lombardia.

Un ultimo appunto. Essendo uno dei promotori di CoLoR44, e come portavoce dell’associazione Diritto di Voto (www.dirittodivoto.org), che ha fatto del tema referendario sullo status delle nostre Regioni la propria missione, mi chiedo cosa debba fare oggi il Comitato Lombardo per la Risoluzione 44, all’indomani della pesantissima firma di Roberto Maroni. È una sottoscrizione che rende superfluo continuare? Dovremmo aspettarci che il Presidente indíca direttamente il referendum consultivo per l’indipendenza della Lombardia? La risposta che mi sono dato è che noi di CoLoR44 dobbiamo andare avanti, con la consapevolezza che le porte della Regione sono ormai aperte ma anche che la strada vada ancora percorsa per un certo tratto. Non siamo alla fine del cammino, siamo ad un punto di svolta, questo sì. Il sostegno che stiamo ricevendo da tantissimi amministratori locali è la testimonianza che in Regione potremo portare la voce sempre più forte del territorio. Una voce che sappiamo verrà ascoltata attentamente dallo stesso Maroni e da una maggioranza di consiglieri regionali. Una maggioranza che però è ancora potenziale.

Paradossalmente l’esito molto negativo delle elezioni amministrative potrebbe incentivare tanti consiglieri leghisti e soprattutto di centrodestra a prendere velocemente e nettamente una posizione pro-referendum, ormai la sola scelta tanto riformatrice quanto rivoluzionaria possibile, in un contesto politico, istituzionale e finanziario che appare per molti aspetti irrimediabilmente deteriorato.

color

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5 commenti su “Così ho convinto Roberto Maroni a firmare per l’indipendenza della Lombardia.

  1. nicolo'
    29 maggio 2013

    ma che cazzo di indipendenza vuoi avere…non vedi che in lombardia son tutti dei coglioni…se ne fregano uno dell’altro basta che alla sera si mangia e alla mattina si lavora!!!! io sono bergamasco,farei subito l’indipendenza da sta merda che si chiama italia!!!ma noi lombardi siam una manica di coglioni e anche noi siamo mafiosi alla grande…..basta andare in comune e’ c’e’ sempre il signorino d turno che scavalca i morti di fame !!! siamo solo merda in lombardia..ecco fai firmare questo di referendum!

  2. Enrico Cabrele.
    29 maggio 2013

    Sei un mito Alex! Avanti tutta! Un Veneto che ti stima.

  3. Ferruccio Bracci
    1 giugno 2013

    Siete degli illusi, bisogna modificare la Costituzione, per avere uno Stato federale, e al momento abbiamo problemi più importanti 8 milioni di disoccupati,40% di giovani senza lavoro,pensioni da € 500 mensili, le piccole e medie aziende che sono in crisi,questi sono le urgenze, bisogna prendere provvedimenti energici,avere una dessatazione al 30%,ridurre la burocrazia al 50%, e altro che non stò a scrivere,vivete nella vostra illusione,ciao.Ferbrac L I F E

  4. Alex
    1 giugno 2013

    Costituzione? Caro Ferruccio, leggi gli articoli della costituzione e guarda quanti di questi sono ancora rispettati; per tua informazione, a noi Lombardi della costituzione dell’AZIENDA italia non interessa nulla, sveglia, l’italia è la brutta copia della Francia messa insieme con una Guerra, comandata da ricchi, banchieri e Vaticano…

  5. rosa camuna
    3 giugno 2013

    ferruccio … kon l iddalia sara sempre peggio ..affonderemo assieme agli iddaliani … i problemi ke citi sono kausati propio dalla finta patria ke tu sostieni … desedet

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Questa voce è stata pubblicata il 29 maggio 2013 da .

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