IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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In Lombardia soffia un vento indipendentista: il punto della situazione.

croce

Fonte: http://www.labissa.com

di Claudio Bollentini

( ndr – tutte le note all’interno dell’articolo riportato sono del GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE )

Anche l’osservatore più distratto avrà sicuramente notato negli ultimi mesi in Lombardia un fermento indipendentista molto marcato. Lo si è notato nel dinamismo di tanti movimenti, centri culturali, gruppi informali, molti dei quali sorti in questi ultimi tempi, lo si è notato dallo spazio riservato dai media, soprattutto sul web, a questi argomenti solitamente poco approfonditi se non addirittura emarginati.

Balza all’occhio per esempio CoLoR44 (Comitato Lombardo per la Risoluzione 44), l’ultimo nato, un sito internet, pagine sui social network, una raccolta di firme per sostenere il progetto che mira all’autogoverno della Lombardia. I promotori intendono replicare anche nel contesto lombardo il processo che è stato avviato in Veneto il 28 novembre del 2012, quando è stata approvata quella Risoluzione 44 che impegna il presidente della Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato (PdL), e il presidente della Giunta, Luca Zaia (Lega), a promuovere l’autodeterminazione dei veneti. Intorno a questo progetto si sono coagulati filoni ideali e politici trasversali, basta scorrere l’elenco dei firmatari del progetto. Si parte dai leghisti ed ex leghisti, per arrivare al mondo liberale lombardo. Arrivano adesioni da militanti di piccoli, ma significativi movimenti come i Tea Party, Italia Confederata, ma anche da partiti grandi come il Pdl. Una vera e propria organizzazione dal basso, trasversale, con molta idealità, che colpisce soprattutto per la moderazione dell’approccio ad una materia spinosa, calcolando che trattasi di una vera e propria rivoluzione istituzionale. Ma forse affascina proprio questo aspetto, l’idea di poter perseguire un progetto di tale portata innovativa intraprendendo una strada legale, pacifica, democratica, tutelata dal diritto internazionale. Questo progetto nasce da un caposaldo che fece la fortuna della Lega degli albori, ossia la vergognosa rapina fiscale a cui è sottoposta la Lombardia da decenni. E’ mia opinione che oggigiorno una rivoluzione possa concretizzarsi solo se si parte e si rimane in ambito economico e sociale. A nessuno gliene frega niente di argomenti identitari, culturali, storici, oggi non si combatte per una bandiera, si combatte per pagare meno tasse e pagare per servizi resi meglio e meno cari, si combatte per il lavoro da creare e tutelare, per i giovani da formare, per una pensione decente, per un servizio sanitario adeguato e senza sprechi, e via discorrendo. La prospettiva di avere una Lombardia indipendente, che sarà sicuramente più ricca e benestante in senso generale, più dinamica, meglio inserita tra le regioni più avanzate ed evolute del pianeta, è una base di partenza che convince chiunque a destra e a sinistra. Altri argomenti sinceramente servono solo per appagare la vanagloria e la pedanteria di qualche studioso o pseudo-tale che arringa folle sparute di cultori delle cause perse in convegni di discutibile utilità e valore, epigoni di retroguardie culturali assolutamente minoritarie e fuori dalla storia.

CoLoR44 ( ndr – lodevole iniziativa ma poco chiara e troppo salottiera) è la novità e colpisce l’immaginario collettivo per la proposta innovativa, ma il mondo indipendentista è molto variegato e vasto. Diversi sono i movimenti politici: Pro Lombardia Indipendenza ( ndr – esemplari), la cui missione è proprio il raggiungimento della piena indipendenza politica ed economica della Lombardia dall’Italia, il Fronte Indipendentista Lombardia ( ndr – coraggiosi e onesti), che mira anche lui all’autogoverno della Lombardia, l’Unione Padana ( ndr – prima Lega Padana e in futuro non si sa che cosa e di conseguenza poco credibili), un piccolo partito che ha raccolto molti transfughi della Lega ( ndr – e svariati ex parlamentari italiani leghisti padri padroni in perfetta solitudine), proprio quelli più indipendentisti, e ci metterei dentro pure Domà Nunch ( ndr – grandiosi ) anche se il suo raggio d’azione sembra riguardare solo l’Insubria, è un movimento econazionale, una nicchia culturale molto identitaria, ma che ha alla fine sempre di mira l’autonomia del territorio di riferimento. Nell’ambito dei centri culturali svetta Terra Insubre ( ndr – legati forse ancora un po’ troppo alla Lega Nord?)  che ultimamente ha preso posizione in materia (ndr – meglio tardi che mai?) , con accenti più politici rispetto all’impegno prettamente culturale del passato e basta scorrere il programma del Festival Insubria Terra d’Europa del 2013 per rendersene conto. A Varese c’è il rianimato Centro studi L’Insorgente, una costola bossiana ( ndr – interessante risorta iniziativa culturale anche se dire bossiana oggi non è un vanto) riaggregata intorno a vari argomenti tra i quali l’indipendenza. Ma ci sono altri gruppi culturali o gruppi informali al momento un po’ carbonari qua e là nella Lombardia. Forse spicca per numero di seguaci i 300 Lombardi per l’indipendenza (ndr – uno dei tanti gruppi virtuali) animato da leghisti o simpatizzanti leghisti soprattutto del gallaratese. Ma basta perdere un po’ di tempo sul web per rendersi conto ( ndr – non sarebbe il caso usare il nostro tempo più sul territorio?) che ci sono decine di gruppuscoli, alcuni sono compagnie di amici che discutono anche alla buona, ma con impegno e costanza, di indipendenza e sviluppano trame di consenso anche significativo sul territorio.

In questo fiorire di iniziative culturali e politiche indipendentiste, un aspetto che non sfugge all’osservatore intellettualmente onesto è la latitanza della Lega Nord ( ndr – e ci si stupisce ancora? credete ancora nel Bobo nazziunale?) . Non parlo della propaganda, degli slogan e delle parole d’ordine, quelle abbondano, parlo dei fatti e delle scelte politiche. Tra scandali, mancanza di risultati ottenuti, chiacchere, lotte fratricide, mancanza di ricambio della classe dirigente, logoramento e risultati elettorali scarsi, molti leghisti hanno via via guardato altrove. La Lega avrà ancora nello statuto l’indipendenza della Padania ( ndr – invenzione dell’architetto Oneto) , ma la linea del movimento sembra essere quella della “Lega di governo”. Una Lega dal fare “romano”, doroteizzata, interessata al potere piuttosto che alle battaglie ideali ha sicuramente perso mordente e presa proprio in quegli ambienti più sensibili all’argomento indipendenza. Sarà interessante vedere come si comporteranno i consiglieri regionali lombardi della Lega Nord e Roberto Maroni quando arriverà in regione la risoluzione di CoLoR44.

Infine il mondo dei media. Non parlo di quelli tradizionali, quel mondo paludato, ingessato, in genere costituito da sepolcri imbiancati filogovernativi o comunque omologati al potere costituito sia esso istituzionale-politico oppure economico-finanziario anche locale. Parlo di iniziative editoriali più recenti, più genuine, più coraggiose e che concedono molto spazio al “Nord” e quindi anche all’indipendentismo. Segnalo ad esempio L’indipendenza ( ndr – gli editori sono sempre gli stessi ex parlamentari italiani leghisti padri padroni de l’Unione Padana, prima Lega Padana e in futuro non si sa che cosa), il nome è un programma, una voce battagliera senza mediazioni culturali di nessun tipo, si parla di indipendenza punto e basta. Poi c’è L’Intraprendente ( ndr – il nord di che cosa?), una voce del nord, fatto molto bene, scrivono le migliori firme e gli opinionisti più seguiti della cultura e del giornalismo vicino ai movimenti e gruppi che ho menzionato più sopra. Inserisco in questo elenco anche La Bissa de l’Insubria ( ndr – pregevolissima iniziativa editoriale) . La Bissa dedica molto spazio a gruppi identitari, piccoli movimenti politici autonomisti e centri culturali che approfondiscono la storia e le radici locali e quindi molte volte parla anche di indipendenza. La testata è una via di mezzo tra il blog ed il giornale, con forte presenza sui social network, ma forse sarà proprio per questa caratteristica che vengono facilmente intercettati umori ed opinioni con le quali ci si confronta giornalmente. Il focus è l’Insubria e la Lombardia ed inevitabilmente viene dato molto spazio ad argomenti di questo tipo proprio perché molto seguiti. Il lettore tipo de La Bissa è molto variegato, ma la predominanza è di coloro che provengono dal mondo produttivo ed industriale lombardo, dalle piccole e medie aziende, dalle associazioni datoriali e di categoria. Settori molto sensibili a “rivoluzioni” istituzionali che agevolano il miglioramento delle condizioni economiche e sociali nella regione, che facilitano l’uscita dalla più drammatica crisi della storia contemporanea. Senza preconcetti e ideologia.

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Un commento su “In Lombardia soffia un vento indipendentista: il punto della situazione.

  1. GeertWilders4president
    19 luglio 2013

    Sogno il giorno in cui potrò dire ‘non sono italiana’ sapendo di non mentire!

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Questa voce è stata pubblicata il 24 maggio 2013 da .

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