IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Riflessioni politiche per un federalismo solidale.

 

    LOMBdoc1-page-001LOMBARDIA NOSTRA

AUTONOMIA E FEDERALISMO-Movimento delle Comunità Lombarde

lombardiautonomia@gmail.com

Dobbiamo riscontrare che si fa sempre più acuta l’esigenza di forme nuove di convivenza, e la necessità di porre mano a riforme incisive delle istituzioni che l’urgenza dei problemi richiedono. L’attuale governo effettua voli pindarici e non si accorge che serpeggia nel popolo un senso diffuso di stanchezza o persino di un principio di sfiducia nella reale possibilità di progredire verso un assetto più adeguato delle forme di governo e di partecipazione, ma soprattutto di benessere economico effettivo e non virtuale.

Si avvertiva da tempo e pare diffondersi ogni giorno di più fra i cittadini , la sensazione che le istituzioni politiche abbiano sempre maggiori difficoltà nello stare al passo con l’intensità di ritmo e l’ampiezza di trasformazione dell’economia e della società.

Per diversi aspetti ,anzi,il crescente distacco dalle istituzioni politiche e la sfiducia nelle possibilità che il funzionamento possa essere adeguato, provocano elementi più familiari e presumiamo subdolamente pericolosi , di ciò che viene chiamata la “crisi della politica”.

Questa sfiducia nelle istituzioni e indifferenza rispetto alla possibilità di migliorarle rischiano di acutizzarsi e diventare tutt’uno con lo smarrimento dei suoi valori più profondi,con l’incapacità di far crescere una cultura civica adeguata e una democrazia che possa esprimere una convivenza responsabile ,solidale,confidente nelle capacità di costruire un proprio futuro.

Dobbiamo purtroppo notare anche il repentino venir meno di molte sicurezze finora offerte dallo Stato sociale, anche il corrompersi di una classe politica che ha via via abbandonato il senso autentico di una morale, del rispetto dei propri elettori,l’arrivismo dei rappresentanti del popolo, trascurando il senso autentico delle istituzioni e l’alta moralità che dovrebbe distinguerli.

La consapevolezza di tutto ciò porta a suggerire una sostanziale riforma del dettato costituzionale e secondo lo spirito della Costituzione stessa, volta a recepire il principio della “pari dignità” di ogni Ente di governo legittimamente riconosciuto come tale,modificando l’attuale preminenza dello Stato sulle altre istituzioni.

Ecco le  ragioni per la quale il nostro movimento vuole contribuire a uscire dalle secche nelle quali rischiamo di incastrarci, puntando alla rigenerazione del tessuto democratico e partecipativo del nostro Paese, messo a dura prova dalla crescente estraneità dei cittadini alle istituzioni.

Riteniamo che dalla mortificazione della attuale politica ci si possa salvare riqualificandola con il rigore del pensiero e dell’azione, occorre realizzare un nuovo e più elevato livello di libertà, l’autonomia dei popoli.

Oggi più che mai abbiamo le buone ragioni per avviare una riforma regionale nel senso di un nuovo “regionalismo forte” o “federalismo solidale” in un contesto nel quale la vivacità della realtà lombarda  si intreccia con le dinamiche nazionali e internazionali a livello di Unione Europea.

Il “federalismo solidale”è l’esatto contrario della contrapposizione tra le diverse parti del Paese.

La prospettiva federale è valida se è capace di potenziare insieme autonomia e cooperazione, intrecciando strettamente le responsabilità per sé con le responsabilità per gli altri.

Il significato è che il fine del “federalismo solidale” è la realizzazione efficace della dignità di ogni persona nel rapporto con altre persone,senza barriere o privilegi territoriali.

Potremo coinvolgere le forze presenti in tutto il Paese, a cominciare dalle regioni del Mezzogiorno, impegnate nella promozione diretta di condizioni più mature di benessere economico e civile.

 In modo specifico la Lombardia può beneficiare di una tradizione storica che la rende matura per tale passaggio e, insieme , per fare da tramite al decollo di un nuovo sviluppo per il Paese intero.

La sfida innovativa a cui siamo chiamati è quella di realizzare il passaggio da un centralismo istituzionale inefficiente ed elefantiaco verso un policentrismo istituzionale realmente aggregante e si realizzi sui principi di sussidiarietà e di solidarietà.

Nasce da qui, la necessità di procedere ad una riarticolazione dei diversi livelli di governo, dandoci un duplice e fondamentale obiettivo: offrire inanzitutto una soluzione alle principali e secolari distorsioni prodotte dall’accentramento burocratico delle istituzioni statali, e quello d’innovare le nostre istituzioni secondo i criteri necessari per la costruzione dell’Europa. Solo attraverso una tale indispensabile articolazione il futuro governo potrà risultare in grado di guidare le trasformazioni in atto,rispondendo concretamente al bisogno di avere uno Stato federale fornito di una identità precisa,riconosciuta e condivisa da tutti i cittadini,non confondibile con la figura di questo o quel partito o alleanza di partiti. Nella sostanza ogni azione di governo sarà la risultanza dell’intreccio di livelli fondamentali: quello “statale”,quello “sovranazionale”, quello “regionale” ed infine quello delle comunità locali.

All’incrocio delle riarticolazioni tra i livelli di governo si colloca una prospettiva di cittadinanza condivisa e di protagonismo responsabile, tesa all’affermazione dei principi di solidarietà e sussidiarietà in un contesto di accresciuta ed irreversibile interdipendenza.

Il filo conduttore delle nostre riflessioni  deve essere quello della promozione del bene della persona

in quanto parecchi problemi  non sono più affrontabili e risolvibili a livello nazionale, implicano invece livelli decisionali impostati a livello subnazionale, offrendo una più responsabile partecipazione dei cittadini ad una autodemocrazia compiuta.

Tutto ciò ci conduce ad una conclusione ed a un obiettivo molto importante per la Lombardia, una riforma che possiamo definire di un “regionalismo forte” e naturalmente improntato ad un futuro “federalismo solidale” per  le esigenze di un autogoverno democratico ed autonomo, nel rispetto di una unità nazionale federale,

Ricordiamoci che il federalismo non è una ideologia,anzi rifugge da ogni tentazione ideologica, ma bensi è un terreno favorevole sia al conservatorismo che al progressismo.

Infatti nel primo caso consente la preservazione del tessuto delle istituzioni sociali primarie, nel secondo caso moltiplica le occasioni istituzionali di partecipazione dei cittadini al processo decisionale.

Pertanto noi lombardi crediamo nel federalismo che tende a creare, da una parte un forte ed efficiente potere centrale e mantenere dall’altra, un potere alle singole regioni adatto a soddisfare i loro particolari interessi.

La sovranità del popolo è assoluta ed inalienabile e noi gli daremo questo significato avviando la costituzione delle Comunità Autonome Locali per affrontare proficuamente il revisionismo dello Stato italiano sul terreno politico con funzioni liberal-democratiche con lo scopo della libertà dei singoli e la solidità degli enti amministrativi locali, ed ottenere l’autogoverno della Lombardia, con la modifica dell’art. 114 della Costituzione cioè diventare Regione Autonoma  che noi rivendichiamo dal 1995 e oggi più che mai per tutte le regioni italiane, rapportandoci a quelle dello Statuto Speciale, per avere una vera Repubblica Federale.

L’autonomia è scuola di libertà e base per collettività prospere, noi riteniamo sia giunto il momento di determinare il futuro della nostra regione, indipendentemente dalla nascita,dal credo religioso,dalle idee partitiche, ma in funzione della libertà e dignità di coloro che intendono appartenere a questa regione, avendone i diritti, ma anche i doveri di rispettarne le leggi.

 

LOMBARDIA NOSTRA AUTONOMIA E FEDERALISMO

Movimento delle Comunità Lombarde

Ferruccio Bracci   ( Coordinatore )

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2 commenti su “Riflessioni politiche per un federalismo solidale.

  1. Druido Lombardo
    23 maggio 2013

    Federalismo solidale? Regionalismo spinto? Sono solo vecchi slogan, già usati in passato da leghisti e pifferai magici rigorosamente italioti, che nascondono la volontà di continuare a tenere schiava di Roma la nostra Nazione Lombarda. L’unica libertà che la Lombardia conoscerà si chiama INDIPENDENZA

  2. claudia
    4 giugno 2013

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 maggio 2013 da .

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