IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Rho(MI)-venerdì 10 maggio 2013, pro Lombardia indipendenza: indipendenti dalle mafie e per la legalità contro il gioco d’azzardo.

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Riceviamo e pubblichiamo:

Per la serata di venerdì 10 maggio 2013 pro Lombardia indipendenza ha organizzato un convegno dal titolo “INDIPENDENTI DALLE MAFIE” in Piazza San Vittore 22 ( ingresso da Viale Garibaldi) a Rho (MI)  alle ore  21.00 presso la Sala Convegni Centrho. Il convegno si concentrerà sul tema della penetrazione delle organizzazioni di stampo mafioso sul territorio Lombardo. Tra gli altri interverrà GianAntonio Girelli (PD), Presidente della Commissione Speciale Antimafia della Regione Lombardia, che presenzierà anche nella mattinata del giorno successivo a Roncadelle (BS) dove si procederà ad intitolare ufficialmente il parco di via Falcone e Borsellino alla memoria dei due magistrati vittime della mafia.

Collegandoci al tema dell’infiltrazione mafiosa ricordo  la mozione che ho presentato all’attenzione del consiglio comunale di Roncadelle (BS)  in data 3 aprile e in seguito approvata all’unanimità dalla stessa assise comunale il 18 aprile scorso riguardante il manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo che trattava tra i vari punti anche il problema del riciclaggio e dell’infiltrazione mafiosa nel settore dei giochi d’azzardo.

Il gioco d’azzardo è appunto un mercato tanto ricco e diffuso in modo così capillare nelle nostre comunità (mediamente una slot ogni 150 abitanti) da richiamare la presenza delle mafie anche nel gioco legale, come dimostra la Relazione parlamentare antimafia 2012. Il gioco lecito è diventato uno dei settori di maggiore interesse per il riciclaggio, rendendo molto più semplice il passaggio di grandi flussi di denaro tramite internet; le mafie sono presenti quindi nelle sale bingo usate come lavanderie per la pulizia di soldi sporchi, nell’imposizione di noleggio di apparecchi, nei prestiti usurai ai giocatori indebitati, nei racket delle slot machine, nell’acquisto dei biglietti vincenti di Lotto, SuperEnalotto, Gratta e vinci pagati con  notevole sovraprezzo sia per ripulire il denaro sia per giustificare l’acquisto di beni e attività commerciali, eludendo così i sequestri, con danno umano, sociale, economico enorme.                                                                              Il settore dove si concentrano i clan mafiosi è comunque quello delle slot machine, perché a maggiore produttività, visto che le stesse possono essere manipolate per evadere il fisco e  imposte ai gestori stessi dei locali e inoltre  la loro diffusione capillare sul territorio consente anche un presidio generalizzato dello stesso territorio, persino “militare”, dove capita di frequente veder stazionare presso le stesse slot machine gli usurai che offrono prestiti agli stessi giocatori : fatto che allarma e desta enorme preoccupazione alle Amministrazioni locali. Oltre ai costi veri e propri della presenza mafiosa (truffe, mancate tasse, riciclaggio, intimidazioni, usura ecc.), occorre calcolare gli altri costi sociali che si generano in un territorio: il declino di altre tipologie di economia e servizi che vengono travolti dalla perdita di competitività e dalla mancanza di risorse economiche che vanno tutte in favore del gioco; l’incentivo alla criminalità comune con furti, scippi e minacce, omicidi e altri reati contro la persona e il patrimonio, con l’aumento dell’insicurezza diffusa e della devianza giovanile che portano degrado nei paesi e nelle città; l’utilizzo delle risorse finanziarie locali per attività parallele al gioco d’azzardo, non di rado illegali.

Tratto da una sezione della relazione semestrale della DIA ( Direzione Investigativa Antimafia):

“Il ricorso all’usura, unitamente alle pratiche estorsive, è da ritenersi un vero e propriosistema tipico ed irrinunciabile, utilizzato da tutti i sodalizi per il controllo delittuoso del territorioe strumentale all’applicazione del potere mafioso dell’intimidazione.L’imposizione del cosiddetto “pizzo” rimane, dunque, una pratica diffusa, anche per via diuna subcultura che valuta, in modo assolutamente acquiescente, la “convenienza a pagare”,rispetto alla minaccia paventata. Di conseguenza, il racket trova quasi quotidianamente nuovalinfa, imponendosi come manifestazione radicata nel territorio e costituendo, per le organizzazionimafiose, una pratica assolutamente remunerativa per l’ingente accumulazione finanziariaconnessa”

Giulio Mattu

Consigliere comunale Roncadelle (BS)- Pro Lombardia indipendenza

convegno no mafia pro lombardia

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Questa voce è stata pubblicata il 6 maggio 2013 da .

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