IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Letterina di Natale ai lombardisti: non facciamoci male da soli!

 

00 lombardia

di Gilberto Oneto

 

Cari federalisti, autonomisti, indipendentisti e secessionisti, so bene che apparteniamo a categorie magari non del tutto omogenee (così dicendo, spero di evitare la solita precisazione del solito lettore sezionatore di bulbi capilliferi) ma sono anche certo che siamo uniti da un comune interesse verso un ridimensionamento dello Stato italiano, per il quale  qualcuno di noi si contenta di una drastica dieta dimagrante e qualcun altro aspira invece a un più risolutivo funerale. In ogni caso tutti possiamo percorrere assieme una lunga tratta di un cammino di cui si è anche troppo parlato ma che non è mai davvero iniziato. Forse è questa snervante attesa, piena di guide farlocche e di tour operator cialtroni, che ci ha reso tutti piuttosto irascibili.

Fra un paio di mesi ci saranno le elezioni regionali lombarde, che sono l’appuntamento politico più importante per i cittadini della Regione e anche la cosa che più somiglia alla libera espressione della volontà popolare.

In tale occasione i lombardi  avranno diverse possibilità. Potranno appecorarsi ancora una volta davanti al sistema e votare uno dei tanti partiti italiani, magari turandosi il naso, magari vomitando o dedicandosi a qualche altro rituale che non servirà però a cancellare colpe e frustrazioni. Potranno lanciare un generale “vaffa” e votare per Grillo: una soddisfazione momentanea, un orgasmo senza seguito. Potranno decidere ancora una volta di chiamarsi fuori e di non fare neppure la fatica di andare al seggio, oppure arrivarci per scrivere sulla scheda quello che davvero pensano, magari illustrandolo con significativi disegnini.

Ma potranno anche votare per qualche partito che si presenta come federalista, autonomista eccetera. Ce ne saranno probabilmente quattro sulla scheda. Uno, dal nome ancora ignoto (forse “Verso Nord”) organizzato da Alessandro Cé, potrebbe essere appiccicato ad Ambrosoli: un sodalizio cui è arrivato dopo amorose frequentazioni con Di Pietro e con Cacciari. Un altro – con Albertini – è il ”Siamo gente comune” di Lorenzo Bodega,  Rosy Mauro e forse qualche altra ben più illustre rentrée.

Ci saranno poi la Lega Nord (in realtà qui Lega Lombarda) e l’Unione Padana. Ancora non si sa se la prima sarà apparentata con quello che resta del Pdl (oltre che con la”Lista Maroni”, che avrebbe dovuto raccogliere adesioni e voti fuori dal partito ma che in realtà è una costola dello stesso) o se andrà da sola. Allo stesso modo è ancora ignoto se anche l’Unione correrà in solitaria o si apparenterà in qualche modo con la Lega: queste scelte ruotano attorno  a Bobo Maroni, sempre più “indeciso a tutto”.

Della Lega sappiamo quasi tutto (progetti veri e millantati, gabole, storia e biografie dei  personaggi) e non serve aggiungere altro per definire ulteriormente il giudizio che ognuno di noi si è fatto. Anche l’Unione è un oggetto noto da tempo con tutti i suoi pregi e difetti: a suo onore serve però ricordare che è il solo partitino strutturato sul territorio (con decine di eletti e sezioni) che non si sia mai associato con partiti italiani e che non abbia mai smesso di predicare l’indipendenza delle comunità padane.

Un sodalizio fra Lega e Unione potrebbe portare vantaggi per tutti: la Lega si toglierebbe di dosso l’odiosa pretesa monopolista sull’autonomismo, l’Unione avrebbe più visibilità, e si produrrebbe una condizione “catalana” fatta di più soggetti politici in grado di raccogliere un largo consenso complessivo. Una corsa separata richiederebbe maggior fatica all’Unione ma porterebbe svantaggi soprattutto alla Lega, che si troverebbe ad affrontare attacchi ben più pesanti in termini politici di quanti non gli verranno da partiti italiani e magistratura: le accuse di scarso indipendentismo da parte di indipendentisti veri sono infatti molto più efficaci delle accuse di mascalzonaggine da parte di mascalzoni professionisti.

In ogni caso occorre che l’Unione possa essa stessa coagulare tutte le forze “lombardiste”. Sia che si presenti sola o in apparentamento, essa ha bisogno di rappresentare la parte buona di quelli che si sono allontanati dalla Lega o che non ci sono mai entrati a causa delle sue cattive abitudini e pulsioni. Serve però che tutti noi ci si dia una mossa, che si lascino da parte rancori, vecchie ripicche, distinguo micraniosi e piccole nefandezze psicanalitiche; serve trovare una azione comune su un minimo denominatore che oggi è rappresentato dalla richiesta di un referendum per l’indipendenza della Lombardia. Attorno a questo semplice progetto monotematico ci si deve tutti attivare nel trovare le firme per la presentazione delle liste e nella formazione delle stesse. Ci sono ancor alcune province in cui mancano sottoscrizioni e l’obiettivo ideale sarebbe la totale copertura del territorio. Da sola l’Unione deve superare il quorum del 3% (190.000 voti non sono un traguardo irraggiungibile) per avere un consigliere; in coalizione ne bastano poco più della metà. Disporre di eletti (che in ogni caso si impegnino a non far parte di nessuna compagine governativa) produrrebbe grandi vantaggi: uno straordinario diritto di tribuna per l’indipendentismo, la possibilità di stimolare il Consiglio sui referendum (come in Veneto), un pungolo per il rilassato autonomismo della Lega, una straordinaria risorsa per il nostro giornale, un riferimento culturale.

Ci sono ragioni in abbondanza per superare divisioni e contrasti e saltare su questa straordinaria occasione di riprendere un cammino la cui prima parte è condivisa da tutti. Un programma elettorale composto da un solo punto: un referendum per l’indipendenza della Lombardia.

Non facciamoci del male da soli e non facciamoci più fregare dagli italiani!

Con questa esortazione, che potrebbe trasformarsi in un unico ma sostanzioso regalo sotto l’albero, auguro un meraviglioso Natale e uno strepitoso 2013 a tutti i federalisti, autonomisti, indipendentisti e secessionisti. Agli altri solo sfiga e tricolori.

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3 commenti su “Letterina di Natale ai lombardisti: non facciamoci male da soli!

  1. Druido Lombardo
    25 dicembre 2012

    Una proposta politica che mescoli i concetti di autonomia, federalismo e indipendenza e’ a dir poco fuorviante. L’indipendentismo non può accettare forme di collaborazionismo con lo stato italiano, ne’ forme di collaborazione con un partito italiano come Lega il cui segretario Maroni continua a trattare ormai alla luce del sole col signor Berlusconi e Alfano e continua a ripetere fino alla noia che e’ contrario a qualsiasi ipotesi secessionista. L’indipendentismo lombardo non deve perdere tempo in inutili tatticismi con movimenti italiani come la Lega o pseudo indipendentisti come Unione Padana, la strategia e’ battere il territorio e conquistare il CONSENSO dei cittadini lombardi!!! FINO ALL’INDIPENDENZA SENZA COMPROMESSI!!!

  2. marco podavini
    27 dicembre 2012

    salve sign.Oneto ricambio gli auguri di buon natale e felice anno nuovo ma purtroppo la nostra collaborazione “politica” si ferma solo al rispetto personale e a questi auguri natalizi

    per il resto cari amici indipendentisti che leggete la collaborazione con movimenti come l’unione padana e’ impossibile (abbiamo gia’ provato in passato con scarsissimi risultati).

    autonomismo ed indipendentismo vanno nella stessa direzione ma sono cose diverse e distinte non confondiamole come solitamente fatto dagli pseudo autonomisti.

    un noto indipendentista scozzese che fa parte del snp(scottish national party) ripeteva la seguente frase poco tempo fa sul loro sito e mi e’ rimasta impressa questa frase:

    ” diffidate degli autonomisti e dell’autonomia se lavorate per l’indipendenza”

    riflettete cari amici riflettete…. alla richiesta natalizia del sig. oneto seppur da rispettare rispondiamo di conseguenza leggendo la frase nel noto indipendentista scozzese

    forza e avanti per il referendum dell’indipendenza previsto dal diritto internazionale ma non quello consultivo “furbescamente” voluto dall’unione padana previsto dalla costituzione italiana.

    buon 2013 indipendentista a tutti

    marco

  3. dona
    29 dicembre 2012

    Grazie di questa lettera. Credo che ancora una volta abbia colto nel segno: TUTTI COLORO che si riconoscono nel “sogno” (e speriamo che non rimanga tale ma diventi realtà) di una LOMBARDIA finalmente LIBERA, INDIPENDENTE, di un POPOLO LOMBARDO che possa finalmente autogovernarsi e non essere schiavo di un qualsiasi altro potere, hanno il dovere di stare insieme (al di là di possibili divergenze di opinioni su altri argomenti) QUESTA VOLTA perchè siamo di fronte alla BATTAGLIA CAMPALE, forse l’ULTIMA POSSIBILITA’ prima della scomparsa definitiva della nostra identità, per la SOPRAVVIVENZA e la LIBERTA’ della NAZIONE e del POPOLO LOMBARDO. Prima la VITA e la LIBERTA’ della NOSTRA TERRA e su di esse potremo costruire tutto il resto.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 dicembre 2012 da .

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