IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Unione Padana: anche in Lombardia referendum per l’indipendenza.

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La campagna elettorale per le prossime elezioni lombarde offre punti di interesse ma anche di grande confusione. Il dibattito politico sembra essere sparito in uno sfascio di vecchie sigle e in un turbinio di nuove aggregazioni: non si sente parlare di progetti e di programmi ma solo di alleanze e candidati. Destra e sinistra sono in evidente crisi di contenuti di idee e di credibilità morale, il 5 Stelle è una galassia misteriosa che terrorizza i partiti storici ma che manifesta palese fragilità. La sola certezza è la delusione della gente e la crescita dell’astensione disgustata.

La Lega sembra avere superato il momento di massima crisi ma, dopo una breve stagione in cui sembrava volere tornare alle sue origini più  commendevoli, da l’impressione di essersi nuovamente persa nell’indecisione, nella confusione sostanziale e lessicale e nel vecchio pericoloso gioco di ambigue alleanze. Ha ripreso l’idea di Macroregione (pur pasticciandola con una alquanto misteriosa Euroregione), ha avanzato la concreta richiesta del 75% delle risorse da trattenere ma sembra non riuscire a liberarsi dalla sua vecchia dipendenza dal berlusconismo. La recente alleanza con Tremonti non prospetta nulla di buono per le particolari inclinazioni stataliste e mondialiste del personaggio e per la sua totale inconsistenza nel favore popolare. Sull’onda della spinta indipendentista veneta, anche in Lombardia la Lega ha accennato a qualche incerta apertura verso i movimenti indipendentisti e Maroni si è lanciato nell’ipotesi di tenere pure in Lombardia un referendum sull’indipendenza. Non si capisce come tale proposito si possa accordare con le sue alleanze, con quelle che forse spera ancora di concludere, ma anche con l’idea del 25% di risorse da mandare comunque a Roma.

La Lombardia da allo Stato italiano ogni anno 70 miliardi in più di quello che riceve: ogni cittadino lombardo paga perciò circa 7mila Euro il  piacere di avere Napolitano come presidente. In cambio la Lombardia riceve solo immigrazione molesta, criminalità, corruzione di importazione, disservizi burocrazia e mal governo. La sua cultura viene schiacciata e umiliata da una globalizzazione e da una romanizzazione invadente nelle scuole, negli uffici e sui mezzi di comunicazione. 150 anni fa la Lombardia era stata annessa al Regno d’Italia senza neppure la finzione di un voto popolare, sulla base di un Plebiscito truffa tenutosi 13 anni prima e condizionato alla convocazione di una Assemblea Costituente che non c’è mai stata.

La vigente Costituzione italiana che sancisce l’indivisibilità dello Stato non è mai stata sottoposta ad approvazione popolare ed è perciò stata imposta ai lombardi. Ci sono tutti i presupposti, in base al diritto naturale alla libertà, come riconosciuto da tutte le Carte, i patti e i principi internazionali, perché il popolo lombardo possa esprimersi  liberamente sul proprio destino.

Per tutte queste ragioni è davvero venuto il momento di fare del referendum il punto principale – se non addirittura il solo – di un serio programma elettorale. L’Unione Padana intende perciò presentarsi alle elezioni lombarde con la chiara richiesta che si indica un referendum consultivo per chiedere ai cittadini residenti da tempo e che pagano le tasse in Lombardia se vogliono continuare a essere parte dello Stato italiano o se vogliono che la Lombardia diventi una Comunità indipendente libera di federarsi con chi le è più vicino a ha identici interessi.

Sulla base di questo semplice e chiarissimo programma l’Unione Padana chiede la collaborazione di tutti gli indipendentisti singoli o riuniti in gruppi operativi e associazioni che condividano lo stesso obiettivo di base.

La richiesta di indipendenza regionale è il solo vero presupposto per ogni altra azione politica di più ampio respiro, è la sola comune imprescindibile piattaforma  per ogni ulteriore approfondimento ideologico.

L’Unione Padana chiede che tutti gli indipendentisti lombardi ripongano settarismi, divisioni, distinguo e anche giustificati rancori e riuniscano i loro sforzi per raggiungere l’obiettivo minimo di avere nel prossimo Consiglio regionale lombardo dei rappresentanti che chiedano con forza il referendum sull’indipendenza e che condizionino tutte le altre forze politiche su questo obiettivo, denunciandone alla gente le inadempienze e le connivenze con l’oppressione italiana.

Servono tutte le energie per raccogliere le firme, compilare le liste e convincere il maggior numero di lombardi ad aspirare alla libertà.

di GIULIO ARRIGHINI-Segretario nazionale Unione Padana

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Questa voce è stata pubblicata il 11 dicembre 2012 da .

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