IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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FORZA EVASORI, UN’ALTERNATIVA AI LIBERISTI STATALISTI.

Riportiamo l’intervento del libertario indipendentista lombardo Leonardo Facco, effettuato alla conferenza di Lugano (Svizzera) dello scorso week-end di InterLibertarians (organizzazione politica internazionale e transnazionale formata da associazioni di libero mercato e da partiti politici di connotazione e matrice liberale classica e libertarian, fondata nel 2011 dal Movimento Libertario di Leonardo Facco e dai Liberisti Ticinesi di Rivo Cortonesi).

Testo integrale dell’intervento di Leonardo Facco:

Quando, insieme a Rivo Cortonesi, ho accettato di titolare “LIBERTARIAN IN THE POLICAL ARENA” questa seconda edizione della nostra assemblea, ho fatto violenza contro me stesso. Amo l’anarco-capitalismo perché è un pensiero politico fondato su una teoria rigorosa – soprattutto quella economica – e sono convinto che la vera missione di un libertario è quella di ELOGIARE L’ANTIPOLITICA (opponendosi allo Stato, ignorando lo Stato, disobbedendo allo Stato, facendo arretrare lo Stato), non di competere con quella banda di ladri e briganti che si arrogano il diritto di decidere delle vite altrui, magari per sedere tra gli scranni del Palazzo dove – per dirla con Locke – la tendenza alla corruzione è la regola. Lo capii perfettamente quando pubblicai il libro del professor Sergio Ricossa, “DA LIBERALE A LIBERTARIO”, in cui l’autore ricordava che un anarchico individualista che entra in politica è una contraddizione in termini. Ne ho avuto conferma quando, studiando la storia, mi sono accorto che LA LIBERTA’ NON LA REGALA NESSUNO, NON E’ FRUTTO DI UNA CONCESSIONE DALL’ALTO, MA DI UNA CONQUISTA DAL BASSO. Ogni passo avanti compiuto dall’uomo verso la libertà è quasi sempre stato la conseguenza di scontri al calor bianco con chi deteneva il potere. E perlopiù quegli scontri avevano a che fare con le tasse.

Ciononostante, laddove abito – un paese in via di sottosviluppo a pochi chilometri da qui – gli uomini coraggiosi – che contro lo Stato ci mettono per davvero la faccia – vengono lasciati al loro destino, oppure combattono le loro battaglie insieme ad uno sparuto manipolo di sostenitori. L’Italia è sempre stata, e rimane, il paese dell’ARMIAMOCI E PARTITE di mussoliniana memoria, la mecca dei piglianculo e dei quaquaraquà (per dirla con Leonardo Sciascia), l’emblema del politicante bizantino, del voltagabbana a tempo indeterminato, del “moderato” per necessità propria. Solo in Italia (che come diceva Metternich è solo un’espressione geografica) il LIBERALISMO – che ha conosciuto grandissimi pensatori in passato – è fallito per colpa dei politici liberali, che han promesso rivoluzioni, ma han portato crisi, impoverimento, corruzione morale, tassazione e recessione.

MA AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE! Come non bastasse, oggi, siamo addirittura all’epitome della presa per i fondelli: l’ultima generazione di liberisti (accezione questa tipicamente italofona peraltro), ha subodorato il profumo del potere e si è proposta di fermare il declino con qualche punto in meno di debito pubblico (PER UN LIBERTARIO IL DEBITO PUBBLICO E’ SEMPLICEMENTE IMMORALE!!!), con qualche punto in meno di tasse (PER UN LIBERTARIO LE TASSE SONO UN FURTO!!!) e con qualche paternalistico sussidio a chi è in cerca di lavoro.

Di più, la nuova generazione di LIBERISTI STATALISTI ITALIANI, ha pensato bene di inserire tra le proprie linee programmatiche anche la delazione fiscale! Credetemi, roba da far rimpiangere Berlusconi, che quantomeno sosteneva che evadere le tasse troppo alte è legittima difesa.

Questo è il quadretto che i libertari italici hanno di fronte in vista delle elezioni politiche del prossimo marzo 2013 (non perdo ovviamente tempo a spiegarvi cosa siano i socialisti, i democratici, i fascisti, ma potete immaginarlo da voi).

Per questa ragione, in modo certamente provocatorio (BISOGNA CONOSCERE L’ITALIA PER RENDERSI CONTO CHE IL BUON SENSO LI’ NON E’ DI CASA) ho fondato – insieme ad altri amici – FORZA EVASORI, con la consapevolezza – dato il complicato sistema elettorale ad excludendum in vigore a Pulcinella-Land – che non è dato sapersi se riusciremo a presentare nostre liste e nostri candidati.

Non vi dico quanti nasi si sono arricciati – tra i liberali di cui sopra – quando ho dato quel nome al partito! “Ma come si fa”? “Quella denominazione è troppo forte”! “Mettiamoci le virgolette alla parola evasori almeno”! Stendo un velo pietoso su altri commenti. Ci avrei scommesso che sarebbe stato così. Nulla di non preventivato.

Come scriveva il Manzoni “il coraggio uno non se lo può dare”. Lo avevo previsto, “conosco i miei polli”, sempre più somiglianti a quelli di Renzo. Il problema è che troppe persone non hanno ancora compreso come funziona l’Italia, ma soprattutto come funziona la politica italiana. E troppi libertari hanno paura delle parole, del loro significato reale. Sembrano quasi dei funzionari del Grande Fratello.

Allora vediamo di capirci, CHI E’ L’EVASORE?Vocabolario Treccani alla mano, eccovi cosa leggerete in merito al verbo “evadere”:

1- Scappare, fuggire da un luogo in cui si è rinchiusi;

2- In senso figurato: liberarsi, uscire da un ambiente, da un luogo, da una condizione in cui ci si sente oppressi, sciogliersi da legami pesanti;

3- Nell’uso burocratico: sbrigare, dar corso, risolvere: evadere una pratica, un affare; evadere una domanda, una lettera, dare risposta.

Ebbene, l’Italia legittima le tre definizioni che ho citato. Non solo è un paese in cui s’è perso il lume regolatore del buon senso, ma è ormai ben peggio di un inferno fiscale (la pressione delle tasse varia tra il 70% e l’84,7%!), è una Cayenna fiscale, il cui reggente è Mario Monti. Evadere, nel senso di fuggire, di cercare la libertà, è diventata una speranza per molti, soprattutto per i giovani e per coloro che appartengono alla categoria dei produttori di ricchezza.

I PARASSITI ADORANO L’ITALIA!!!

Quando ho dato vita a FORZA EVASORI mi son detto: ok, se devo entrare nell’arena politica lo farò dando qualche pugno nello stomaco ai benpensanti e adottandouno slogan libertario: “La legittima difesa è un diritto naturale”.

Il motivo di questa impresa? Non un uno, ma due:

1– Se devo sentirmi accusare da qualche maniscalco dell’informazione di essere un turbo-capitalista o un neo-liberista o un iper-mercatista, tanto vale presentare un programma che per davvero sia tale;

2- FORZA EVASORI è un movimento assolutamente trasversale, di massa, dato che ad odiare il pagamento di tasse da rapina – come quelle italiane – sono un po’ tutti: sia quelli di destra che di sinistra, che quelli di sopra e quelli di sotto e, finanche quelli che si astengono, che votano scheda bianca o che neppure si recano alle urne.

Alle prime uscite in radio, sulla stampa e in televisione mi sono accorto che stava accadendo quel che presumevo: molte persone annuivano a quel nome e qualcuno ha anche sostenuto che nel segreto della cabina avrebbero votato FORZA EVASORI.

E il programma? Semplice, fatto di soli 5 punti (il Pentalogo), non di più:

PUNTO 1- DEL FISCO:

E’ un dovere morale imperativo favorire il risparmio. Quindi:

1- Tassa piatta al 15% sia per le persone fisiche che per quelle giuridiche. L’8% va ai Comuni, il 4% va alla Regione (o Provincia), il 3% va allo Stato. Gli enti locali potranno riorganizzarsi e ripartire gli introiti come meglio credono. Chi guadagna meno di 10.000 euro l’anno non pagherà imposte sul reddito.

2- Tassa indiretta sul valore aggiunto I.V.A. al 5% su tutti i prodotti e servizi (pubblici e privati). Il 3% ai Comuni, il restante 2% ripartito a metà fra Regione (Provincia) e Stato.

3- Semplificazione del sistema fiscale e burocratico in modo da permettere a chiunque di poter gestire la propria contabilità senza la necessità di ricorrere, obtorto collo, ad un commercialista. Ergo, per calcolare il reddito si detrarranno alle Entrate le Uscite (tutte), sulla rimanenza si paga la percentuale prevista dalla tassa piatta;

4- Abolizione di ogni imposta indiretta afferente carte bollate, timbri e stampiglie varie.

5- Nessuna patrimoniale è ammissibile sulla prima casa.

6- Introduzione del principio che divide il potere di spendere da quello di tassare. Come in Svizzera, ogni proposta fiscale potrà essere avanzata dai diversi di livelli di potere, ma solo i cittadini con referendum (senza quorum) decideranno se la gabella va applicata.

Questa riforma va approvata entro il primo anno di governo e applicata a partire dal secondo. Qualora ciò non accadesse chiunque ha il diritto di evadere le tasse.

PUNTO 2- DIETA PALEOLITICA PER LO STATO

1- Riduzione – entro due anni – del 50% del debito pubblico vendendo tutto ciò che è vendibile e di proprietà dello Stato (immobili e società). Licenziamento di 2,5 milioni di dipendenti pubblici – anche qui entro i primi due anni di governo – con un anno di preavviso per le persone toccate dal provvedimento. Tutti coloro che smetteranno di lavorare per lo Stato (ente pubblico in genere), potranno reinserirsi nel mercato del lavoro usufruendo di notevoli agevolazioni fiscali: per 5 anni non pagheranno alcuna imposta sul reddito; per i 5 anni successivi pagheranno una flat tax del 5%. Abolizione graduale di tutti i sussidi, partendo da quelli alle aziende e alle associazioni di volontariato (altrimenti non sarebbero tali). Verrà introdotto nella Costituzione il diritto all’autodeterminazione e l’uso dello strumento referendario per esercitare tale diritto.

2- La sovranità monetaria spetta e appartiene direttamente al popolo senza alcuna intermediazione istituzionale. I diritti di proprietà sul denaro godono della massima tutela e protezione. Allo Stato è fatto totale divieto di interferire nel sistema bancario e monetario.

3- Abolizione dei diritti acquisiti (in merito a quel che concerne pensioni, rendite, privilegi, altro di derivazione pubblica).

4- Ricalcolo delle pensioni pubbliche con introduzione del minimo vitale.

5- Ristrutturazione del debito pubblico.

6- Divieto assoluto per gli enti pubblici di qualsiasi grado di contrarre nuovo debito pubblico.

7- Abolizione del “ruolo” dell’ente pubblico.

8- PACIFICAZIONE FISCALE: Visti i conti dello Stato e degli altri enti pubblici, si rende necessario un condono tombale, grazie al quale – e solo aderendovi – le persone fisiche e giuridiche acquisiscono il diritto ad accedere al nuovo sistema fiscale. Tutti gli introiti saranno utilizzati per abbattere il debito pubblico.

9- La Costituzione verrà riscritta ed adeguata alle proposte elencate nel “Pentalogo”.

PUNTO 3- IL FUTURO E’ MIO E LO DECIDO IO

Riforma del sistema pensionistico, che verrà totalmente privatizzato sul modello di quello cileno. Abolizione del sostituto d’imposta.

PUNTO 4- ABBASSO LA SQUOLA

Apertura del mercato dell’istruzione secondo queste direttive:

1- Liberalizzazione dell’offerta con conseguente apertura del mercato a imprese che vogliano investire nel settore;

2- Abolizione del valore legale del titolo di studio;

3- Abolizione del Ministero della Pubblica Istruzione e di ogni programma scolastico nazionale;

4- Libertà per chi vuole esercitare l’”homeschooling” (scuola a casa).

PUNTO 5- LIBERTA’ DI PENSIERO E DI CONFESSIONE

Abolizione di ogni rapporto costituzionalizzato fra religioni e Stato. Azzeramento di ogni tipo di sussidio e/o agevolazione ad associazioni religiose.

A questo “Pentalogo” farà anche seguito – in vista della prima grande assemblea generale di Forza “Evasori” – il 26 gennaio del 2013 – la “Piattaforma” con l’intero programma. Verrà proposto il simbolo ufficiale del partito e si procederà a realizzare il sito del partito stesso.

NON SO SE RIUSCIREMO A PRESENTARCI, MA IO NON MI CANDIDERO’ MAI, E’ UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO. PERO’ SE NOI LIBERTARI DOVESSIMO ENTRARE NELL’ARENA POLITICA LO FAREMMO SENZA RINNEGARE MAI I NOSTRI PRINCIPI, ANCHE SE IN ITALIA – COME DICEVA MARK TWAIN – E’ PIÙ FACILE IMBROGLIARE LE PERSONE CHE CONVINCERLE DI ESSERE STATE IMBROGLIATE.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 26 novembre 2012 da .

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