IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

ilgiornaledellalombardia@gmail.com

Unione Padana: ci sono 700.000 sindacalisti, una zavorra che affonda l’Italia.

Immagine

 

Il comatoso stato della nostra economia, appesantita dalla zavorra del debito enorme e dal parassitismo pubblico, non è un caso. E’ la conseguenza di scelte ideologiche sbagliate, di comportamenti, di connivenze tra forze politiche guidate da  vecchi e nuovi cialtroni,che avevano e hanno in mente solo i loro interessi personali, e le vecchie ideologie rappresentate dalla Triplice. Al desolante panorama politico del Paese, si aggiunge un altro fattore di instabilità: i sindacati. Questa Triplice o meglio questo partito conservatore italiano (PCI come lo chiama G. Pansa), è stato ed è uno dei principali attori delle attuali, grandi difficoltà economiche che soffrono i lavoratori. Per eliminare tale disfunzione è necessaria un energica chemioterapia abolendo la presenza di “sindacalisti”: ce ne sono 700.000 nel Paese.
E’ fondamentale chiarire che, nel settore privato, per un rapporto dialettico imprenditore/dipendente, quando le maestranze superano un determinato numero, è necessaria una rappresentanza sindacale interna. La funzione di questa rappresentanza dev’essere orientata, però, esclusivamente al miglioramento delle condizioni di lavoro compreso quello economico. Da questo rapporto, basato su interessi in parte contrastanti, si viene a creare un equilibrio che dev’essere sempre compatibile con le condizioni generali di mercato. Con un breve richiamo storico si può rammentare che lo sviluppo industriale nel senso moderno, iniziò con la fine della seconda guerra mondiale per ricostruire un Paese gravemente danneggiato. Un fervente lavoro (si può ricordare che 48 erano le ore lavorative settimanali, quindi Sabato compreso) diede un impulso imprevedibile al settore economico. La tecnologia, sviluppatasi per le esigenze belliche, venne applicata all’attività civile, ampliando le possibilità di beni offerti sul mercato. ( “boom” del 1963).
Dopo il periodo d’intenso lavoro a condizioni ancorate a vecchi sistemi retributivi, dal 1963 iniziò una seria rivalutazione dei salari e degli stipendi. Allora la burocrazia sindacale si identificava con pochi elementi.
Considerevole, al contrario l’apporto concreto e deciso dei lavoratori e dei “sindacalisti” di fabbrica, volontari e non retribuiti, che svolsero le azioni reali per il miglioramento sia economico che delle condizioni di lavoro. Sin da allora, però, l’azione sindacale era inquinata dalla suddivisione in classi teorizzata dal marxismo, e fulcro, quando portata alle estreme conseguenze, del sindacalismo ottocentesco nostrano. L’impostazione comunista ha indotto a codificare le regole in una giurisprudenza, vincolante per la gestione del mondo del lavoro. Legislazione approvata da una debole e connivente classe politica. Con lo Statuto dei lavoratori (1970) e la fondazione della Triplice (1971). l’azione sindacale ha avuto una predominante impostazione ideologica, indipendente dalla funzione di miglioramento economico e di tutela dei lavoratori. Gli scioperi avevano assunto una pura connotazione politica (scioperi sotto tutte la forme, a macchia di leopardo, a intermittenza, a reparti, ecc,ecc,) trascurando i problemi aziendali. I sindacati iniziarono a perdere la loro funzione di mediazione interna nelle fabbriche e iniziarono a diventare burocrazia e politica. I “capi” della Triplice aspirarono a seggi in parlamento per demandare alla legge, con le relative rigidità e coazioni, quello che avrebbe dovuto essere il loro compito di intermediazione. Le serie infinite di scioperi, (ricordiamoci il Cile, il Vietnam ecc.ecc.) proprio perché non finalizzati al mondo del lavoro, non sono più servite a migliorare le condizioni dei lavoratori ma sempre di più a rafforzare la burocrazia sindacale, con privilegi sanciti da leggi “amiche” (quasi “ad personam”). Le “conquiste” non si sarebbero più fatte con la partecipazione dei lavoratori ma semplicemente con accordi tra i vertici sindacali e industriali, tenendo ben presente che, spesso, i miglioramenti venivano decisi autonomamente da Confindustria e  quindi venivano concordati i giorni di agitazione, indispensabili per salvare la faccia ai “sindacalisti” e nel contempo aumentare il costo del lavoro, lasciando ai lavoratori le briciole.
I burocrati sindacali non hanno mai affrontato la drammatica situazione di disoccupazione, generata dai loro comportamenti, perché oltre che compromettere i loro privilegi e le loro carriere, un’analisi seria avrebbe messo a nudo la povertà delle loro capacità e la loro ipocrisia.
Si può rilevare che la esistente Triplice, burocratica e parassitaria, che opera nel privato, è un fattore ostativo allo sviluppo economico. Attualmente i “sindacalisti”, quelli che non fanno parte della casta politica, hanno privilegi che gravano sui lavoratori in maniera pesante e durevole e che in modo surrettizio incrementano il costo del lavoro, contribuendo a mantenere basse le retribuzioni. Si può ricordare che il costo del lavoro nelle nostre aziende, rispetto a quelle delle altre nazioni europee, è il più alto, a fronte di retribuzioni medie che sono le più basse. Non indifferente a questo stato di cose la complicata e talvolta assurda legislazione. Così sindacalisti, sono diventati i giudici. Si può aggiungere che il benessere dei lavoratori è contrario agli interessi della lobby sindacale burocratica. Perché mantenere questi sindacati?

di FRANCO FUMAGALLI
UNIONE PADANA

 

Immagine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 settembre 2012 da .

Visite

  • 39,328 visite singole

Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

Segui assieme ad altri 61 follower

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: