IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Fronte Indipendentista Lombardia: su Bagnasco e Martini

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Passato il clamore mediatico sulle parole pronunciate da Bagnasco nell’omelia per la festa della Madonna della Guardia di settimana scorsa e sulla morte e il funerale di Martini, permettete anche a noi del Fronte un commento su questi avvenimenti.
Innanzitutto urge subito una correzione: il termine “omelia” dovrebbe essere sostituito da quello molto più opportuno di “comizio” o di “discorso alla nazione”.
Già, perchè di tutto si è trattato fuorchè di una predica, o meglio: il predicozzo c’è stato, ma in esso il presidente della CEI ha pensato bene di saltare a piè pari il tema religioso per concentarsi totalmente su quello politico-economico.
Oltre alla solita tiritera sulla solidarietà (ma la carità che fine ha fatto? non se ne sente più parlare da un pezzo, sempre e solo solidarietà), il porporato, novello Garibaldi con zucchetto, si è lanciato in un’appassionata difesa dell’unità e dello stare insieme per superare la gravissima crisi che ci sta colpendo, contro tutti i particolarismi.
Cosa avrà voluto dire Bagnasco? Non è che avrà voluto attaccare in via preventiva le istanze indipendentiste che, complice la crisi, rischiano di diventare sempre più forti e insistenti? Il suo riferimento alla bandiera nazionale parrebbe proprio confermare il nostro sospetto.
A proposito della dipartita del gesuita Martini, invece, è stato detto e scritto di tutto e troppo, soprattutto troppo a sproposito.
Mai visto per nessun altro alto porporato defunto un clamore del genere e lodi così sperticate da ognidove. Lodi meritate? Con tutto il rispetto dovuto ad una persona morta, crediamo di no.
No, perchè come scrive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano, Martini non disse una parola, nonostante fosse suo dovere in qualità di pastore d’anime, contro il sistema corrotto che vigeva in Italia e nella “sua” Milano prima che scoppiasse lo scandalo di tangentopoli; soltanto dopo. Difficile pensare che fosse all’oscuro di tutto o che, come minimo, non avesse alcun sospetto: sarebbe, questa sì, un’offesa alla sua intelligenza.
No, perchè più volte affermò di essere aperto a eutanasia e aborto: depravazioni che non possono essere tollerate da chi, come noi, desidera e persegue, non solo politicamente, il bene comune.
No, perchè Martini ha contribuito enormemente alla scristianizzazione della nostra terra, guidata ed evangelizzata in un passato che pare, purtroppo, sempre più lontano e distante da noi, dai gloriosi Sant’Ambrogio, San Carlo Borromeo e il suo discendente Cardinal Federico Borromeo, e il compianto Cardinal Schuster. Scristianizzazione, checché se ne dica, comprovata dalle chiese della diocesi sempre più desolatamente vuote e dagli stessi partecipanti alle esequie di Martini, ovvero atei, musulmani, ebrei e buddisti, che di cristiano non avevano proprio niente.
Piergiorgio Seveso, Luca Fumagalli, Roberto Marcante
Ufficio Politico – Fronte Indipendentista Lombardia


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Questa voce è stata pubblicata il 5 settembre 2012 da .

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