IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Programma politico del Fronte Indipendentista Lombardia.

Oggi segnaliamo il programma politico del FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA che ha come Presidente Gian Mario Marcante e come Portavoce Nazionale Piergiorgio Seveso.

http://www.frontelombardia.net

FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
Programma politico

1) AUTOGOVERNO DELLA LOMBARDIA
Scopo del Fronte Indipendentista Lombardia (d’ora in avanti “il Fronte”) è l’autodeterminazione, la salvaguardia e la ricostruzione del popolo lombardo. Per il Fronte il principio di autodeterminazione è cardinale e universale, deve valere non solo per noi ma per tutti i popoli. Il Fronte dunque si impegnerà, secondo le vie culturali e politiche, per l’indipendenza della Lombardia. Primo passo della nostra attività sarà la riattualizzazione dell’identità lombarda attraverso lo studio della sua storia, della sua tradizione e l’utilizzo continuativo delle lingue lombarde.

2) AZIONE GEOPOLITICA
E’ chiaro che la visione geopolitica del Fronte è assolutamente post-italiana. Lo spazio naturale della Lombardia è infatti la Mitteleuropa. Nostro impegno, dunque, sarà quello di riallacciare i rapporti in primis con le piccole Patrie a noi più vicine e poi con i movimenti autonomisti-identitari di tutta Europa. Pur in questa proiezione mitteleuropea, il Fronte intende mantenere rapporti di stretta e cordiale collaborazione con altri movimenti indipendentisti presenti nello stato italiano.

3) COMUNITA
Fondamentale allo scopo è la riproposizione e valorizzazione del concetto di comunità di popolo: una comunità di individui che condividono terra, lingua, tradizioni, passato e futuro e il cui interesse comune deve prevalere sull’interesse del singolo allorché quest’ultimo sia di nocumento alla comunità. La comunità di popolo o almeno la comunità frontista dovrà provvedere all’organizzazione di forme di mutuo soccorso economico e morale dei suoi componenti.

4) RISPETTO PER L’AMBIENTE
Il nostro ambiente, come del resto altre vaste aree del pianeta, è stato ed è vittima di interventi spesso dissennati da parte di singoli e consorterie senza scrupoli che si sono arricchite in maniera scandalosa lasciando in dote alla comunità solo distruzione e inquinamento. Oggi, di fronte ad una situazione economico-produttiva stagnante, è ora di invertire la rotta e cominciare a pensare alla famosa “decrescita sostenibile”. Ciò, nel caso delle grandi opere, non significa porre sempre un rifiuto aprioristico ad ogni nuovo progetto infrastrutturale, ma vuol dire realizzare solo cose veramente utili al territorio e, soprattutto, accettabile dalla comunità che se le trova in casa.

5) IMMIGRAZIONE
Premesso che il Fronte per sua natura intima è contrario alla globalizzazione selvaggia che è causa primaria della devastante crisi economica che affama buona parte del mondo e costringe milioni di disperati all’emigrazione per sfuggire ad una vita degradante, si ritiene che, in questi anni di problematica esistenza anche per le popolazioni lombarde, il fenomeno immigratorio debba essere considerato con attenzione. Anche in questo caso, deve valere il principio della decisionalità locale, per evitare squilibri e contrasti. Ovviamente, qualora la situazione economica lo consenta, dovranno avere la precedenza coloro che meglio sapranno integrarsi nel tessuto sociale lombardo.

6) BENI COMUNITARI
Il Fronte riconosce la proprietà privata ma ritiene illegali e contrarie agli interessi della comunità alcune operazioni di privatizzazione selvaggia avvenute negli ultimi anni che hanno avuto come risultato la spoliazione della comunità a vantaggio di multinazionali e oligopoli che, per giunta, non hanno per nulla migliorato l’efficienza di servizi prima statali. Ciò premesso il Fronte ritiene che le risorse naturali limitate e non riproducibili e i siti di produzione energetica non siano privatizzabili e che tutto ciò che lo è stato dovrà essere nazionalizzato. Acqua, gas, elettricità, in altre parole, sono beni comunitari che vanno sottratti agli oligopolisti e gestiti da uno stato garante di tutti.

7) PRODUZIONE, IMPRESA, MERCATI
Il Fronte incentiva la libera impresa e la libera professione. Allo scopo di sottrarsi alla morsa della globalizzazione che sfrutta e inquina il terzo mondo e costringe alla chiusura le nostre imprese, si ritiene indispensabile tornare ad una sorta di autarchia che, almeno in alcuni settori fondamentali, permetta la produzione al minimo del 70 % del fabbisogni interno. Ciò significa da un lato l’imposizione di dazi e dall’altro la ribellione alle imposizioni dell’Unione Europea che ordinano la dimissione di interi comprati produttivi nostrani. Detto ciò, le quote estere dovrebbero essere acquisite in diretto accordo con i paesi produttori, non quindi attraverso le multinazionali, ma con un sistema simile a quello del mercato equo e solidale. In ultimo, al fine di rilanciare un’economia stagnante da troppi anni, il Fronte ripropone la reintroduzione dell’apprendistato finalizzando tale scelta alla creazione di una solida e capace base lavorativa.

8) RAPPORTO CON UE E POLITICA ESTERA
Il Fronte parteggia per un’Europa dei Popoli forte ed autonoma e per questo critica duramente la UE che, al contrario, è stata concepita proprio per soffocare queste aspirazioni. La UE è una organizzazione per nulla trasparente, dominata da oligarchie finanziarie, lobbies e logiche di stampo mondialista che, anziché fare dell’Europa il grande competitore degli USA sotto il punto di vista sia economico ma anche e soprattutto culturale, l’ha resa una mera succursale. L’Unione Europea conduce una politica interna di depotenziamento o smantellamento delle industrie e produzioni dei Paesi membri, unita ad una politica estera dettata da Washington che prevede l’allontanamento dalla Russia e l’entrata della Turchia in Europa. Per contrastare tutto ciò occorre una politica di alleanze con seri movimenti identitari europei.

9) RISORSE ECONOMICHE E TASSE
Al fine di creare un progressivo smarcamento dallo stato italiano occupante, il Fronte propone una ridistribuzione dei proventi delle tasse che prediliga il mantenimento in loco delle risorse piuttosto che affidarle nella stragrande maggioranza all’inefficiente stato centrale che usa i soldi lombardi non per incentivare altre economie (a noi comunque estranee) ma soprattutto per mantenere i propri privilegi e le proprie prezzolate burocrazie. Nell’ottica di una Lombardia indipendente una piccola parte della tassazione andrà alla capitale, Milano, per mantenere necessariamente la burocrazia nazionale, mentre la restante parte sarà ripartita tra gli enti locali.

10) ISTRUZIONE E CULTURA
Il Fronte si pone l’obiettivo di valorizzare anche nelle sedi educative lo studio delle lingue locali e della storia nazionale lombarda. Ancora, per quanto concerne l’economia e, più in generale le scienze sociali, la preoccupazione principale sarà quella di impostare i programmi tenendo sempre ben fermo il perno della famiglia e della comunità come referenti primi dell’azione sociale, accantonando quindi quella visione del mondo personalistica, egoista e autoreferenziale che oggi appesta non solo la Lombardia ma tutto il mondo capitalista. In ultimo si incentivano tutte quelle iniziative culturali tese a riscoprire le tradizioni, i costumi, gli usi e la storia della Lombardia così come tutte quelle apertamente critiche contro lo stato italiano dal punto di vista culturale, sociale, politico ed economico.

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Questa voce è stata pubblicata il 23 febbraio 2012 da .

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