IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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PRO LOMBARDIA INDIPENDENZA ci invia l’ultimo suo manifesto.

Segnalatoci da Alessandro Ceresoli di pro Lombardia Indipendenza.

NON AFFONDARE CON L’ITALIA: LOMBARDIA INDIPENDENTE

Questo slogan appare su uno dei recenti manifesti di proLombardia Indipendenza, il movimento Indipendentista che dalla fine del 2011 sta accelerando la sua azione sul Territorio Lombardo, e potrebbe sembrare una delle solite frasi ad effetto alle quali la politica spettacolo degli ultimi anni ci ha abituato.
Ma non e’ cosi’: e’ uscito in questi giorni il rapporto Fim-Cisl sulla situazione occupazionale nel comparto metalmeccanico Lombardo e i numeri fanno impressione: su un totale di circa 550.000 addetti, sono piu’ di 60.000 i lavoratori in stato di crisi (56.664 in Cassa Integrazione e 4.109 licenziati). Le percentuali poi relative alla distribuzione territoriale di questa immensa crisi sono altrettanto allarmanti, in quanto svettano con il 23% e il 18% rispettivamente le provincie di Brescia e Bergamo, notoriamente fra le zone piu’ produttive della Regione.
E stiamo parlando solo del settore metalmeccanico. E’ sotto gli occhi di tutti come sia devastato il panorama di tutti i settori e come sia sempre piu’ vasta la platea di coloro, giovani o meno, che perdono ogni speranza di trovare un lavoro, un lavoro decente e stabile si intende, e alimentano sempre piu’ il vastissimo serbatoio del precariato, anticamera dell’indigenza.
Anche dalle statistiche presentate dalle organizzazioni del grande commercio possiamo dedurre come la Lombardia, da sempre punta di lancia economica dell’intero sistema Italia, si stia impoverendo: consumi contenutissimi, diversificazione dell’acquisto con preferenza di prodotti a basso costo ma di bassa qualita’, difficolta’ estrema a far fronte agli impegni assunti negli scorsi anni per gli acquisti di beni durevoli.
Ecco, questa e’ la fotografia attuale della nostra Regione, e sicuramente dobbiamo “ringraziare” qualcuno se siamo arrivati a questi livelli: lo Stato italiano. La struttura unitaria italiana, che gia’ penalizzo’ la nostra Terra subito dopo la sua conquista, innescando un fenomeno migratorio mai prima conosciuto, ha infatti determinato in 150 anni di malgoverno, ruberie, oppressione fiscale, mancata repressione della corruzione dilagante, la crisi dell’economia lombarda odierna. E se a questo aggiungiamo la totale accondiscendenza di una classe politica locale, impegnata solo a gestire in modo clientelare il territorio ed il potere effimero, non possiamo che giungere ai risultati che stanno sotto i nostri occhi.
E di fronte a tutto questo, le Caste politiche italiana e lombarda che fanno? Trascorrono i giorni discutendo di flessibilita’, di nuovi tipi di contratti di lavoro, di articoli 18, ecc., dimenticando che il problema principale e’ un altro: incentivare il lavoro , non la precarieta’ o creare nuovi ammortizzatori sociali.
Certamente siamo in un momento di crisi economica globale, ma se focalizziamo un poco la nostra attenzione, potremo scoprire che in tutto il mondo occidentale le realta’ che meglio hanno saputo reagire non corrispondono alle grandi entita’ statali, ma a Regioni dove, grazie a una classe politica strettamente legata al territorio, e’ stato possibile impostare politiche di investimenti mirate ad affrontare la recessione e ripartire con un tipo di sviluppo economico commisurato alle esigenze locali.
Occorre abbandonare il fallimentare dinosauro italiano, cambiare totalmente la cosiddetta classe dirigente politica lombarda e contribuire, per quanto compete alla Lombardia, alla creazione di quell’Europa dei Popoli, che , in netta contrapposizione all’attuale struttura dominata dai Grandi Poteri bancari, possa rilanciare tutto il Continente verso le sfide a livello globale che le nuove realta’ mondiali hanno decretato.
Una sola strada: l’Indipendenza Lombarda da Roma.
Alberto Schiatti – prolombardia.eu

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Questa voce è stata pubblicata il 13 febbraio 2012 da .

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