IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

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Come la Lombardia perde le proprie eccellenze.

Gli effetti dell’oppressione dello Stato italiano stanno portando ad un progressivo azzeramento dei distretti ad alta tecnologia lombardi. I casi Invatec (300 lavoratori a Roncadelle) e del distretto di Vimercate (quasi 1500 addetti a rischio) sono solo l’ultimo campanello d’allarme. Nel mentre, cosa fa la politica lombarda?

Non sono i 62mila dipendenti del Comune di Roma, i 27mila forestali siciliani o i 10mila calabresi i quali possono godere di sicuri appoggi politici locali; i lavoratori lombardi (di cui molti ad alta specializzazione) hanno la sfortuna di vivere appunto in Lombardia, terra dove hanno sede importanti aziende leader mondiali ma governata da nani politici succubi dello Stato italiano.
Non c’è quindi da stupirsi se le imprese, specialmente quelle più vicine al confine con il Canton Ticino, delocalizzano spostando la produzione di qualche decina di chilometri.
Uno Stato federale come la Svizzera garantisce infatti una pressione fiscale verso le imprese decisamente bassa, adempimenti fiscali veloci e non vessatori, una burocrazia non oppressiva e una giustizia veloce e sicura. L’esatto opposto dello Stato italiano in cui l’attuale maggioranza di governo a Palazzo Lombardia si ostina a farci vivere.
E i risultati si vedono: aziende leader nel loro campo a livello mondiale (nate qui o semplicemente venute ad operare sul suolo lombardo) come la Invatec, Alcatel – Lucent, Bames S/M, Micron se ne vanno dalla Lombardia, lasciando senza lavoro migliaia di impiegati, più le ditte dell’indotto.
“Come convincerle a rimanere qui e impedire loro di andarsene?” Questa è sicuramente la domanda che tutti si pongono, ma solo chi fa politica può dare una risposta.
I partiti italiani credono che la risposta si debba cercare a Roma, nello stesso parlamento che ha prodotto quel sistema politico, fiscale, burocratico e sociale da cui le imprese stanno fuggendo. È un cane che si morde la coda.
Ai partiti italiani conviene che in Lombardia le imprese paghino una somma vicina ai 7 miliardi di € di IRAP, un’imposta ingiusta ed iniqua. Conviene che i Comuni lombardi siano imbrigliati nella matassa del Patto di Stabilità. Conviene sopratutto che i lombardi continuino a pensare da italiani, sperando che i loro problemi finiranno delegando tutto a Roma.
A loro conviene tutto questo, perché è con le risorse da noi prodotte che mantengono i loro centri di potere e le loro spaventose clientele.
Se avessero davvero a cuore la Lombardia e la sua economia, si batterebbero per avere il pieno controllo delle proprie risorse per poter eliminare gli odiosi balzelli applicati dai governi di Roma, vecchi e nuovi.
Invece si accontentano di fare la voce grossa a intermittenza, consapevoli del fatto che nessuno li ascolterà.
Non possiamo permettere che la loro incapacità ci trascini tutti a fondo, cominciamo insieme questo 2012 con l’unico obiettivo serio e concreto per una rinascita lombarda: la piena indipendenza.

pro Lombardia Indipendenza
Basta Italia, basta volerlo.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 febbraio 2012 da .

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